Limitazioni all'uso del cognome del marito - Art. 156-bis
Il giudice può vietare alla moglie l'uso del cognome del marito se gravemente pregiudizievole o autorizzarla a non usarlo se gravemente pregiudizievole per lei.
Cognome della moglie. Il giudice può vietare alla moglie l'uso del cognome del marito quando tale uso sia a lui gravemente pregiudizievole, e può parimenti autorizzare la moglie a non usare il cognome stesso, qualora dall'uso possa derivarle grave pregiudizio .
Testo in vigore al .
Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.
Cosa dice, in parole semplici
L'articolo 156-bis del Codice Civile disciplina i poteri del giudice riguardo all'uso del cognome del marito da parte della moglie. Non si tratta di un diritto automatico, ma di una facoltà che il giudice esercita solo quando l'uso del cognome causi un grave pregiudizio a uno dei due coniugi.
Se l'uso del cognome del marito è gravemente dannoso per lui (ad esempio perché lede la sua reputazione o gli procura un danno concreto), il giudice può vietare alla moglie di portarlo. Allo stesso modo, se l'uso del cognome del marito è gravemente dannoso per la moglie (ad esempio perché la espone a rischi o la danneggia professionalmente), il giudice può autorizzarla a non usarlo. La decisione è basata sulla gravità del pregiudizio e non su altri criteri.
Quando si applica
- Il marito è una persona pubblica con una cattiva reputazione e l'uso del suo cognome da parte della moglie gli causa danni all'immagine.
- La moglie è vittima di stalking e l'uso del cognome del marito, noto a chi la minaccia, mette a rischio la sua incolumità.
- La moglie ha costruito una carriera professionale con il proprio cognome da nubile e l'uso del cognome del marito le provocherebbe confusione e perdite economiche.
- Il cognome del marito è associato a un'attività criminale o a uno scandalo, e la moglie ne subisce le conseguenze negative nella vita sociale o lavorativa.
Cosa questo articolo non dice
- Il diritto automatico della moglie di mantenere o abbandonare il cognome del marito dopo la separazione o il divorzio: l'articolo non regola questi effetti, che sono invece disciplinati da altre norme.
- Il diritto del marito di cambiare il proprio cognome o di imporre alla moglie di usarlo: l'articolo interviene solo su richiesta di uno dei coniugi in presenza di grave pregiudizio.
- L'uso del cognome del padre per i figli: l'articolo riguarda esclusivamente il cognome della moglie, non quello dei minori.
Questa è la legge. Risolviamo il tuo problema.
Racconta cosa sta succedendo. Un mediatore neutrale ascolta la tua versione e quella dell'altra parte, e vi accompagna a un accordo scritto. Nella configurazione avanzata puoi chiedere che la decisione sia motivata sul Codice Civile italiano.
Oppure apri direttamente una sessione e invita l'altra parte.
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