Liberazione del sequestratario - Art. 1801
Il sequestratario può essere liberato prima della definizione della controversia solo per accordo delle parti o per giusti motivi (Art. 1801 c.c.).
Prima che la controversia sia definita, il sequestratario non può essere liberato che per accordo delle parti o per giusti motivi.
Testo in vigore al .
Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.
Cosa dice, in parole semplici
Il sequestratario è la persona incaricata di custodire un bene oggetto di sequestro giudiziale o convenzionale finché la lite tra le parti non sia risolta. L'articolo 1801 stabilisce che, prima che la controversia sia definita (cioè prima della sentenza o dell'accordo che chiude la causa), il sequestratario può essere liberato dal suo incarico soltanto in due modi: con il consenso di tutte le parti coinvolte oppure per giusti motivi.
Il testo non specifica cosa siano i giusti motivi né chi li valuti; si limita a porre queste due condizioni come uniche vie di liberazione anticipata. Qualsiasi altro tentativo di rimuovere il sequestratario durante la pendenza della lite, senza accordo o giusta causa, non è consentito dalla norma. Dopo la definizione della controversia, la liberazione segue invece altre regole.
Quando si applica
- Le parti che hanno richiesto il sequestro decidono di comune accordo di sostituire il sequestratario con un'altra persona.
- Il sequestratario si ammala gravemente e non può più svolgere i suoi compiti; le parti non si oppongono alla sua liberazione per giusti motivi.
- Una delle parti ritiene che il sequestratario non sia imparziale e chiede la sua rimozione, ma l'altra parte non acconsente; la liberazione può avvenire solo se sussistono giusti motivi riconosciuti.
- Il sequestratario presenta le dimissioni perché trasferito all'estero; occorre l'accordo di tutte le parti oppure la dimostrazione di un giusto motivo.
Cosa questo articolo non dice
- La possibilità che il giudice revochi d'ufficio il sequestratario senza che vi sia accordo o giusti motivi (la norma non prevede tale potere).
- La definizione di cosa costituisca un giusto motivo (il codice non elenca esempi, lasciando la valutazione al caso concreto).
- La liberazione del sequestratario dopo che la controversia è stata definita (la norma si applica solo prima della definizione).
- Le procedure per la nomina o la sostituzione del sequestratario (disciplinate altrove, ad esempio nell'art. 1799 e seguenti).
Questa è la legge. Risolviamo il tuo problema.
Racconta cosa sta succedendo. Un mediatore neutrale ascolta la tua versione e quella dell'altra parte, e vi accompagna a un accordo scritto. Nella configurazione avanzata puoi chiedere che la decisione sia motivata sul Codice Civile italiano.
Oppure apri direttamente una sessione e invita l'altra parte.
Copiamo questo testo dalla fonte ufficiale e lo ricontrolliamo a ogni caricamento della pagina, ma non possiamo garantire che sia completo, aggiornato o privo di errori, e non ci assumiamo alcuna responsabilità per l'affidamento che vi si faccia. Una modifica può avere effetto prima che il testo coordinato la recepisca. Il testo del pubblicatore è collegato qui sotto: in caso di divergenza, fa fede quello ufficiale.
Questa pagina riporta il testo dell'art. 1801 del Codice Civile in vigore alla data indicata e ne spiega il contenuto in termini generali. Non è un parere legale e non tiene conto delle circostanze del tuo caso, che possono cambiare completamente la risposta. Per una controversia in corso, per i termini di decadenza e prima di qualsiasi iniziativa giudiziaria, rivolgiti a un avvocato.