Art. 1809 Codice Civile

Art. 1809 Codice Civile - Comodato: quando si può chiedere la restituzione

L'art. 1809 c.c. dice quando il comodatario deve restituire la cosa prestata e quando il comodante può esigerla subito per bisogno urgente.

Testo ufficiale Art. 1809 Codice Civile — Italia

Il comodatario è obbligato a restituire la cosa alla scadenza del termine convenuto o, in mancanza di termine, quando se ne è servito in conformità del contratto. Se però, durante il termine convenuto o prima che il comodatario abbia cessato di servirsi della cosa, sopravviene un urgente e impreveduto bisogno al comodante, questi può esigerne la restituzione immediata.

Testo in vigore al .

Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.

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Cosa dice, in parole semplici

Il comodato è il prestito gratuito di una cosa. L'articolo 1809 stabilisce quando finisce: il comodatario deve restituire alla scadenza del termine convenuto oppure, se un termine non c'è, quando si è servito della cosa in conformità del contratto. È un punto che sfugge di frequente: anche senza data, il prestito non è per sempre, perché l'uso pattuito - o quello desumibile dalle circostanze - fa da termine implicito. Il trapano prestato per montare una libreria va restituito montata la libreria.

Il secondo comma introduce l'unica via d'uscita anticipata prevista dalla norma: se durante il termine convenuto, o prima che il comodatario abbia cessato di servirsi della cosa, sopravviene al comodante un bisogno "urgente e impreveduto", questi può esigerne la restituzione immediata. I due aggettivi sono cumulativi e vanno presi sul serio: deve trattarsi di un bisogno sopravvenuto e non prevedibile al momento del prestito, non di un semplice ripensamento o di una migliore occasione economica.

La distinzione decisiva, in particolare nelle vicende familiari, è tra questo comodato e il comodato senza determinazione di durata dell'art. 1810, che consente al comodante di chiedere la cosa in qualsiasi momento. Quando un immobile è concesso a un figlio o a un fratello per soddisfare le esigenze abitative della sua famiglia, la destinazione impressa al bene incide sulla qualificazione e quindi sul potere di ottenerne la restituzione: è proprio questa qualificazione a decidere la causa, ed è il punto da esaminare con un avvocato prima di inviare qualsiasi richiesta.

Quando si applica

  • Attrezzi, tosaerba o macchinari prestati e mai restituiti
  • Appartamento concesso gratuitamente a un figlio o a un fratello "per un po'"
  • Box, cantina o magazzino lasciato in uso a un vicino o a un conoscente
  • Veicolo prestato per un viaggio e poi tenuto stabilmente
  • Locali concessi gratuitamente a un'associazione e ora necessari al proprietario

Cosa questo articolo non dice

  • Non si applica se c'è un corrispettivo. Un canone, anche minimo, o l'accollo di oneri come contropartita fanno uscire il rapporto dal comodato: si entra nella locazione, con regole del tutto diverse.
  • Non autorizza a riprendersi la cosa da soli. Se il comodatario non restituisce, la strada è quella giudiziaria: la norma attribuisce il diritto di esigere, non di riprendere con le proprie mani.
  • Il "bisogno urgente e impreveduto" non è il semplice cambio di idea. Non basta volere indietro la cosa, né avere trovato il modo di ricavarne un reddito.
  • Non regola le spese e i danni. Chi sostiene le spese di conservazione, e chi risponde del deterioramento o del perimento della cosa, è materia degli articoli precedenti sul comodato.

Casi di esempio

Situazioni inventate, scritte per mostrare come funziona la norma. Non sono casi reali, non sono sentenze e non fanno precedente: non dicono come andrebbe a finire il tuo.

Esempio illustrativo

Un padre lascia a un figlio, senza contratto né scadenza, un appartamento perché ci vada a vivere con la compagna e il bambino. Anni dopo il padre vorrebbe rientrarne in possesso per venderlo, dato che il mercato è favorevole.

Come si applica la norma

Il comodatario deve restituire alla scadenza del termine convenuto o, in mancanza, quando si è servito della cosa in conformità del contratto. La via d'uscita anticipata esiste ma è stretta: serve un bisogno urgente e impreveduto sopravvenuto al comodante, e i due aggettivi vanno insieme. Il fatto che decide qui è la destinazione impressa al bene, perché un immobile concesso per le esigenze abitative di una famiglia si qualifica diversamente da un prestito senza scopo.

Come si sono accordate le parti

Le parti concordano un periodo di preavviso di dodici mesi per il rilascio, con il padre che contribuisce alle spese di trasloco e il figlio che si impegna a lasciare l'immobile libero alla scadenza.

Esempio illustrativo

Un vicino presta a un altro un motocoltivatore per la stagione. Finita la stagione l'attrezzo resta nel capannone di chi l'ha ricevuto, che lo usa anche l'anno seguente. Il proprietario lo richiede e si sente rispondere che non era stato fissato alcun termine.

Come si applica la norma

Anche senza data il prestito non è a tempo indeterminato: l'uso pattuito, o quello desumibile dalle circostanze, funziona da termine implicito. Il fatto che decide è dunque per quale scopo la cosa era stata prestata e se quello scopo si sia esaurito, non la mancanza di una scadenza scritta.

Come si sono accordate le parti

Le parti concordano la restituzione entro quindici giorni, con revisione dell'attrezzo a spese di chi lo ha usato e possibilità di un nuovo prestito futuro previo accordo scritto sulla durata.

Questa è la legge. Risolviamo il tuo problema.

Racconta cosa sta succedendo. Un mediatore neutrale ascolta la tua versione e quella dell'altra parte, e vi accompagna a un accordo scritto. Nella configurazione avanzata puoi chiedere che la decisione sia motivata sul Codice Civile italiano.

È con

Oppure apri direttamente una sessione e invita l'altra parte.

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