Art. 1453 Codice Civile

Scegli tra adempimento o risoluzione - Art. 1453

L'art. 1453 c.c. concede la scelta tra adempimento e risoluzione, con risarcimento. Dopo la domanda di risoluzione, non si può più adempiere.

Testo ufficiale Art. 1453 Codice Civile — Italia

Nei contratti con prestazioni corrispettive, quando uno dei contraenti non adempie le sue obbligazioni, l'altro può a sua scelta chiedere l'adempimento o la risoluzione del contratto, salvo, in ogni caso, il risarcimento del danno. La risoluzione può essere domandata anche quando il giudizio è stato promosso per ottenere l'adempimento; ma non può più chiedersi l'adempimento quando è stata domandata la risoluzione. Dalla data della domanda di risoluzione l'inadempiente non può più adempiere la propria obbligazione.

Testo in vigore al .

Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.

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Cosa dice, in parole semplici

L'articolo 1453 vale nei contratti con prestazioni corrispettive, cioè quelli in cui ciascuno dà qualcosa in cambio di qualcos'altro. Se una parte non adempie, l'altra può scegliere: chiedere l'adempimento, cioè che il contratto venga eseguito, oppure la risoluzione, cioè che il contratto sia sciolto. In entrambi i casi resta impregiudicato il risarcimento del danno, che si cumula con la scelta fatta e non la sostituisce.

Il secondo comma disciplina il cambio di strategia, e lo fa a senso unico. Si può passare dalla domanda di adempimento a quella di risoluzione anche a giudizio già iniziato; non si può fare il percorso inverso, perché "non può più chiedersi l'adempimento quando è stata domandata la risoluzione". Chi ha chiesto lo scioglimento ha bruciato la strada del ripensamento.

Il terzo comma è quello che nella pratica pesa di più: dalla data della domanda di risoluzione l'inadempiente non può più adempiere. Il pagamento tardivo offerto dopo la domanda non salva quindi il contratto, e questo spiega perché il momento in cui si domanda la risoluzione sia una scelta da fare con attenzione. Va letto tenendo presente che il codice non consente la risoluzione per qualsiasi mancanza: l'art. 1455 esclude i casi in cui l'inadempimento ha scarsa importanza avuto riguardo all'interesse dell'altra parte. Se un determinato inadempimento sia abbastanza grave, e quale delle due strade convenga, dipende dal contratto e dai fatti e va valutato con un avvocato prima di muoversi.

Quando si applica

  • Cucina o arredo pagato in tutto o in parte e mai consegnato
  • Ristrutturazione interrotta a metà dall'impresa
  • Compravendita in cui il venditore non si presenta al rogito o non consegna il bene
  • Contratto di servizi che il fornitore smette di eseguire pur continuando a fatturare
  • Acquisto di un veicolo che risulta avere caratteristiche diverse da quelle pattuite

Cosa questo articolo non dice

  • Non basta un inadempimento qualsiasi. L'art. 1455 esclude la risoluzione quando l'inadempimento è di scarsa importanza rispetto all'interesse dell'altra parte.
  • Non è un diritto di sciogliere il contratto con una lettera. La via stragiudiziale è la diffida ad adempiere dell'art. 1454, con un termine non inferiore a quindici giorni salvo diversa pattuizione o usi; l'art. 1453 è una domanda rivolta al giudice.
  • Non è il diritto di recesso degli acquisti online. Il ripensamento entro i giorni previsti dal Codice del consumo prescinde da qualsiasi inadempimento e non ha nulla a che vedere con questo articolo.
  • Non regola le restituzioni. Gli effetti della risoluzione tra le parti e verso i terzi sono nell'art. 1458.

Casi di esempio

Situazioni inventate, scritte per mostrare come funziona la norma. Non sono casi reali, non sono sentenze e non fanno precedente: non dicono come andrebbe a finire il tuo.

Esempio illustrativo

Una coppia paga in anticipo l'ottanta per cento di un arredamento su misura. Passano sei mesi tra rinvii e promesse, la consegna non arriva e il fornitore continua a dirsi disponibile a completare “appena possibile”.

Come si applica la norma

Chi subisce l'inadempimento sceglie tra chiedere l'adempimento e chiedere la risoluzione, e in entrambi i casi resta il risarcimento. Ma la scelta ha un effetto secco che il testo mette in chiaro: dalla domanda di risoluzione l'inadempiente non può più adempiere, e non si torna indietro a chiedere l'esecuzione. Il fatto che orienta la decisione è quindi molto pratico: se quel bene serva ancora o se convenga chiudere e rivolgersi altrove.

Come si sono accordate le parti

Le parti concordano una consegna finale con data certa a quattro settimane, penale giornaliera pattuita e diritto per i clienti di considerare sciolto l'accordo con restituzione integrale se il termine scade.

Esempio illustrativo

Un committente contesta a un'impresa la mancata verniciatura di due infissi su dodici e annuncia che considera il contratto sciolto e che non pagherà nulla.

Come si applica la norma

Il rimedio non scatta per qualsiasi mancanza: la risoluzione presuppone un inadempimento che non sia di scarsa importanza rispetto all'interesse dell'altra parte. Il fatto da pesare è quindi il rapporto tra ciò che manca e ciò che è stato eseguito, e l'incidenza della mancanza sull'uso dell'opera.

Come si sono accordate le parti

Le parti concordano il completamento delle due lavorazioni entro dieci giorni e una riduzione del saldo pari al costo di quelle voci come ristoro del disagio, chiudendo la vicenda.

Questa è la legge. Risolviamo il tuo problema.

Racconta cosa sta succedendo. Un mediatore neutrale ascolta la tua versione e quella dell'altra parte, e vi accompagna a un accordo scritto. Nella configurazione avanzata puoi chiedere che la decisione sia motivata sul Codice Civile italiano.

È con

Oppure apri direttamente una sessione e invita l'altra parte.

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