Presunzione di paternità del marito - Art. 231
L'articolo 231 del Codice Civile stabilisce la presunzione di paternità del marito per i figli concepiti o nati durante il matrimonio, salvo altre disposizioni.
Paternità del marito Il marito è padre del figlio concepito o nato durante il matrimonio.
Testo in vigore al .
Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.
Cosa dice, in parole semplici
Il marito della madre è considerato padre del figlio che è stato concepito o che è nato mentre il matrimonio era in corso. Questa è una regola legale di attribuzione della paternità, che opera automaticamente.
La disposizione non indica come si possa contestare o superare tale presunzione; per questo occorre guardare ad altre norme del codice. Non dice nulla neppure sui figli nati da un precedente matrimonio della madre o al di fuori del matrimonio.
Quando si applica
- Una donna sposata partorisce un bambino; il marito viene iscritto come padre nell'atto di nascita senza bisogno di ulteriori accertamenti.
- Una coppia è separata di fatto ma non divorziata; la moglie ha un figlio da un nuovo partner; il marito è ancora il padre presunto fino a disconoscimento.
- Un figlio viene concepito durante il matrimonio ma nasce dopo il divorzio; il marito resta il padre legale in base a questa norma.
- La moglie rimane incinta durante un periodo di allontanamento del marito per lavoro; il marito è comunque ritenuto padre del figlio nato.
Cosa questo articolo non dice
- Non dice come il marito possa disconoscere la paternità – questa è una presunzione relativa, il procedimento di disconoscimento è disciplinato altrove.
- Non si applica ai figli nati da una relazione precedente al matrimonio, anche se la madre si è sposata dopo il parto.
- Non disciplina la paternità dei figli nati da conviventi di fatto – per quelli si veda l'articolo 230-ter.
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