Possesso di stato: fatti costitutivi - Art. 237
L'articolo 237 cc elenca i tre fatti costitutivi del possesso di stato: trattamento come figlio, costante considerazione sociale e riconoscimento familiare.
Il possesso di stato risulta da una serie di fatti che nel loro complesso valgano a dimostrare le relazioni di filiazione e di parentela fra una persona e la famiglia a cui essa pretende di appartenere. In ogni caso devono concorrere i seguenti fatti: che il genitore abbia trattato la persona come figlio ed abbia provveduto in questa qualità al mantenimento, all'educazione e al collocamento di essa. che la persona sia stata costantemente considerata come tale nei rapporti sociali. che sia stata riconosciuta in detta qualità dalla famiglia. 263 ------------- AGGIORNAMENTO (263) La Corte Costituzionale, con sentenza 8 novembre - 21 dicembre 2016, n. 286 (in G.U. 1ª s.s. 28/12/2016, n. 52), ha dichiarato "l'illegittimità costituzionale della norma desumibile dagli artt. 237 , 262 e 299 del codice civile ; 72, primo comma, del regio decreto 9 luglio 1939, n. 1238 (Ordinamento dello stato civile); e 33 e 34 del d.P.R. 3 novembre 2000, n. 396 (Regolamento per la revisione e la semplificazione dell'ordinamento dello stato civile, a norma dell' articolo 2, comma 12, della L. 15 maggio 1997, n. 127 ), nella parte in cui non consente ai coniugi, di comune accordo, di trasmettere ai figli, al momento della nascita, anche il cognome materno".
Testo in vigore al .
Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.
Cosa dice, in parole semplici
Il possesso di stato è una situazione di fatto che dimostra l'esistenza di un rapporto di filiazione o parentela, anche in assenza di documenti ufficiali. L'articolo 237 del Codice Civile stabilisce che per aversi possesso di stato devono concorrere tre elementi: il genitore deve aver trattato la persona come figlio, provvedendo al suo mantenimento, educazione e collocamento; la persona deve essere stata costantemente considerata come figlio nei rapporti sociali; e la famiglia deve averla riconosciuta come tale. Questi tre fatti devono essere presenti contemporaneamente.
Con la sentenza della Corte Costituzionale n. 286 del 2016, è stata dichiarata l'illegittimità costituzionale della norma che impediva ai coniugi di trasmettere ai figli anche il cognome materno, incidendo sulle disposizioni relative al possesso di stato. Tuttavia, l'articolo 237 continua a disciplinare i fatti costitutivi del possesso di stato.
Quando si applica
- Una persona cresciuta da un uomo che la trattava come figlia, la manteneva e la educava, e che era considerata sua figlia da parenti e amici, ma senza riconoscimento formale.
- Un figlio nato fuori dal matrimonio che ha vissuto con il padre e la sua famiglia, e il padre lo ha sempre presentato come figlio, ma non vi è atto di nascita che lo indichi.
- Un adulto che cerca di dimostrare di essere figlio di un defunto per ottenere l'eredità, basandosi sul fatto che il defunto lo ha sempre trattato come figlio e la famiglia lo ha riconosciuto.
- Un minore affidato a una famiglia che lo tratta come figlio, ma senza adozione; il possesso di stato potrebbe essere invocato per stabilire la filiazione.
Cosa questo articolo non dice
- La trasmissione del cognome materno o paterno, disciplinata da altre norme e oggetto della declaratoria di illegittimità costituzionale.
- L'istituto dell'adozione, che segue regole diverse e non richiede il possesso di stato.
- La determinazione della filiazione in caso di procreazione medicalmente assistita, regolata da leggi speciali.
- L'accertamento della paternità o maternità in sede giudiziale, che può basarsi anche su altri elementi.
Questa è la legge. Risolviamo il tuo problema.
Racconta cosa sta succedendo. Un mediatore neutrale ascolta la tua versione e quella dell'altra parte, e vi accompagna a un accordo scritto. Nella configurazione avanzata puoi chiedere che la decisione sia motivata sul Codice Civile italiano.
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