Disconoscimento della paternità - Art. 243-bis
L'articolo 243-bis disciplina l'azione di disconoscimento della paternità del figlio nato nel matrimonio, la prova contraria e i soggetti legittimati.
Disconoscimento di paternità L'azione di disconoscimento di paternità del figlio nato nel matrimonio può essere esercitata dal marito, dalla madre e dal figlio medesimo. Chi esercita l'azione è ammesso a provare che non sussiste rapporto di filiazione tra il figlio e il presunto padre. La sola dichiarazione della madre non esclude la paternità.
Testo in vigore al .
Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.
Cosa dice, in parole semplici
L'articolo individua quali soggetti hanno il diritto di promuovere l'azione giudiziale per disconoscere la paternità di un figlio nato all'interno del matrimonio. Tale facoltà è riservata esclusivamente al marito, alla madre e al figlio stesso.
Chi esercita l'azione deve provare l'inesistenza del rapporto di filiazione tra il figlio e il presunto padre. La disposizione specifica inoltre che la sola dichiarazione resa dalla madre non è sufficiente a escludere la paternità del marito.
Quando si applica
- Un marito intende promuovere un'azione giudiziale per negare la propria paternità rispetto al figlio nato nel matrimonio.
- Una madre intende agire in giudizio per disconoscere la paternità del marito nei confronti del figlio nato durante il matrimonio.
- Un figlio nato nel matrimonio decide di agire in giudizio per contestare il rapporto di filiazione con il presunto padre.
- Una madre rilascia una dichiarazione in cui afferma che il figlio non è del marito, ma occorre una prova legale completa per escludere la paternità.
Cosa questo articolo non dice
- I termini temporali di decadenza entro cui esercitare l'azione di disconoscimento.
- Le modalità di prosecuzione della causa o trasmissione dell'azione in caso di morte dei soggetti legittimati.
- La contestazione del riconoscimento di un figlio nato fuori dal matrimonio.
Questa è la legge. Risolviamo il tuo problema.
Racconta cosa sta succedendo. Un mediatore neutrale ascolta la tua versione e quella dell'altra parte, e vi accompagna a un accordo scritto. Nella configurazione avanzata puoi chiedere che la decisione sia motivata sul Codice Civile italiano.
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