Sospensione termini disconoscimento paternità - Art. 245
L'Art. 245 c.c. sospende i termini dell'azione di disconoscimento di paternità per chi è interdetto o infermo di mente, permettendo l'azione tramite curatore.
Sospensione del termine Se la parte interessata a promuovere l'azione di disconoscimento di paternità si trova in stato di interdizione per infermità di mente ovvero versa in condizioni di abituale grave infermità di mente, che lo renda incapace di provvedere ai propri interessi, la decorrenza del termine indicato nell'articolo 244 è sospesa nei suoi confronti, sino a che duri lo stato di interdizione o durino le condizioni di abituale grave infermità di mente. Quando il figlio si trova in stato di interdizione ovvero versa in condizioni di abituale grave infermità di mente, che lo renda incapace di provvedere ai propri interessi, l'azione può essere altresì promossa da un curatore speciale nominato dal giudice, assunte sommarie informazioni, su istanza del pubblico ministero, del tutore, o dell'altro genitore. Per gli altri legittimati l'azione può essere proposta dal tutore o, in mancanza di questo, da un curatore speciale, previa autorizzazione del giudice. ------------- AGGIORNAMENTO (201) La Corte Costituzionale, con sentenza 21-25 novembre 2011, n. 322 (in G.U. 1a s.s. 30/11/2011, n. 50) ha dichiarato "l'illegittimità costituzionale dell' articolo 245 del codice civile , nella parte in cui non prevede che la decorrenza del termine indicato nell' art. 244 cod. civ. è sospesa anche nei confronti del soggetto che, sebbene non interdetto, versi in condizione di abituale grave infermità di mente, che lo renda incapace di provvedere ai propri interessi, sino a che duri tale stato di incapacità naturale".
Testo in vigore al .
Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.
Cosa dice, in parole semplici
Questa disposizione disciplina la sospensione dei termini per l'esercizio dell'azione di disconoscimento di paternità quando il soggetto legittimato ad agire si trova in stato di interdizione giudiziale o versa in condizioni di abituale grave infermità di mente che lo rendono incapace di provvedere ai propri interessi. La sospensione opera per l'intera durata dello stato di incapacità.
A seguito dell'intervento della Corte Costituzionale, la sospensione del termine si applica anche al soggetto che, pur non essendo stato formalmente interdetto, si trovi di fatto in uno stato di abituale grave infermità di mente che ne determini l'incapacità naturale.
Quando la condizione di infermità riguarda il figlio, l'azione può essere esercitata da un curatore speciale nominato dal giudice su richiesta del pubblico ministero, del tutore o dell'altro genitore. Per gli altri soggetti legittimati ad agire, la rappresentanza spetta al tutore o a un curatore speciale previa autorizzazione del giudice.
Quando si applica
- Un padre affetto da una grave e abituale patologia psichiatrica non può esercitare l'azione nei termini ordinari e la decorrenza del termine rimane sospesa per la durata dell'infermità.
- Un figlio interdetto per infermità di mente deve agire per il disconoscimento e il pubblico ministero o l'altro genitore chiedono al giudice la nomina di un curatore speciale.
- Un soggetto non interdetto ma affetto da abituale e grave infermità mentale non perde il diritto di agire poiché il termine rimane sospeso per tutta la durata dell'incapacità naturale.
Cosa questo articolo non dice
- I casi di incapacità temporanea o transitoria non derivanti da abituale grave infermità di mente.
- La disciplina dei termini ordinari di decadenza dell'azione in assenza di infermità mentale, regolata dall'articolo 244.
- L'impugnazione del riconoscimento per difetto di veridicità, violenza o effetto di interdizione.
Questa è la legge. Risolviamo il tuo problema.
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