Riconoscimento del figlio premorto – Art. 255
L'Art. 255 Codice Civile consente il riconoscimento di un figlio già morto per farne valere i diritti in favore dei suoi discendenti.
Può anche aver luogo il riconoscimento del figlio premorto, in favore dei suoi discendenti ... .(216) --------------- AGGIONRAMENTO (216) La L. 10 dicembre 2012, n. 219 ha disposto (con l'art. 1, comma 11) che "Nel codice civile , le parole: «figli legittimi» e «figli naturali», ovunque ricorrono, sono sostituite dalla seguente: «figli»."
Testo in vigore al .
Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.
Cosa dice, in parole semplici
L'articolo permette a un genitore di riconoscere un figlio che è morto prima che il riconoscimento avvenisse. Il riconoscimento produce effetti non per il figlio stesso, ma per i suoi discendenti (ad esempio, i nipoti). Questo significa che i discendenti possono far valere i diritti derivanti dallo stato di figlio, come quelli successori.
La norma è stata modificata dalla legge 10 dicembre 2012, n. 219, che ha eliminato la distinzione tra figli legittimi e naturali: oggi si applica a tutti i figli.
Quando si applica
- Un uomo riconosce il figlio defunto per consentire ai nipoti di ottenere l'eredità.
- Una madre riconosce il figlio premorto per far valere il diritto di successione dei suoi discendenti.
- Un genitore riconosce il figlio deceduto dopo la sua morte per attribuire il cognome ai discendenti.
- Un padre riconosce il figlio premorto per permettere ai nipoti di partecipare alla divisione dei beni ereditari.
Cosa questo articolo non dice
- Non riguarda il riconoscimento di un figlio vivente (articolo 256 tratta l'irrevocabilità del riconoscimento, ma non il riconoscimento stesso).
- Non si applica al riconoscimento del figlio da parte di un genitore che è già morto (il riconoscimento è un atto personalissimo).
- Non attribuisce diritti al coniuge del figlio premorto, ma solo ai suoi discendenti.
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