Nulle le clausole che vietano le nozze: Art. 636
L'art. 636 cod. civ. rende illecita la clausola testamentaria che vieta di sposarsi. Vale però il legato di mantenimento per il solo tempo del celibato.
È illecita la condizione che impedisce le prime nozze o le ulteriori. Tuttavia il legatario di usufrutto o di uso, di abitazione o di pensione, o di altra prestazione periodica per il caso o per il tempo del celibato o della vedovanza, non può goderne che durante il celibato o la vedovanza.
Testo in vigore al .
Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.
Cosa dice, in parole semplici
Il Codice Civile considera illecita la condizione inserita in un testamento che impedisce a una persona di contrarre il primo matrimonio oppure nozze successive. Una disposizione testamentaria subordinata al fatto di restare celibe, nubile o vedovo è priva di effetto per quanto riguarda il divieto stesso.
Esiste tuttavia un'eccezione specifica per i beni attribuiti a titolo di legato temporaneo. Se il testatore assegna un diritto di usufrutto, uso, abitazione, pensione o un'altra prestazione periodica limitatamente al periodo di celibato o vedovanza, il beneficiario può goderne solo fino a quando rimane non coniugato. In questo caso, l'eventuale matrimonio comporta la perdita del beneficio senza rendere illecita la disposizione.
Quando si applica
- Un padre inserisce nel testamento la clausola per cui la figlia eredita l'immobile solo a patto che non prenda mai marito.
- Un testatore dispone che il nipote perda la quota ereditaria in caso di seconde nozze dopo la vedovanza.
- Un de cuius assegna alla sorella una somma periodica di sostegno stabilendo che sia versata finché la donna resta nubile.
Cosa questo articolo non dice
- Clausole inserite nei contratti di lavoro aziendali che prevedono il licenziamento in caso di matrimonio.
- Accordi stipulati tra ex coniugi in sede di separazione o divorzio per limitare le future nozze.
- Divieti legali di contrarre matrimonio stabiliti dall'ordinamento per motivi di parentela o affinità.
Questa è la legge. Risolviamo il tuo problema.
Racconta cosa sta succedendo. Un mediatore neutrale ascolta la tua versione e quella dell'altra parte, e vi accompagna a un accordo scritto. Nella configurazione avanzata puoi chiedere che la decisione sia motivata sul Codice Civile italiano.
Oppure apri direttamente una sessione e invita l'altra parte.
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