Ruolo e poteri dell'esecutore testamentario - Art. 703
L'esecutore testamentario amministra l'eredità con la diligenza del buon padre di famiglia. Il possesso dura un anno, prorogabile al massimo di un altro anno.
L'esecutore testamentario deve curare che siano esattamente eseguite le disposizioni di ultima volontà del defunto. A tal fine, salvo contraria volontà del testatore, egli deve amministrare la massa ereditaria, prendendo possesso dei beni che ne fanno parte. Il possesso non può durare più di un anno dalla dichiarazione di accettazione, salvo che l'autorità giudiziaria, per motivi di evidente necessità, sentiti gli eredi, ne prolunghi la durata, che non potrà mai superare un altro anno. L'esecutore deve amministrare come un buon padre di famiglia e può compiere tutti gli atti di gestione occorrenti. Quando è necessario alienare beni dell'eredità, ne chiede l'autorizzazione all'autorità giudiziaria, la quale provvede sentiti gli eredi. Qualsiasi atto dell'esecutore testamentario non pregiudica il diritto del chiamato a rinunziare all'eredità o ad accettarla col beneficio d'inventario.
Testo in vigore al .
Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.
Cosa dice, in parole semplici
L'esecutore testamentario ha il compito di dare esatta attuazione alle disposizioni di ultima volontà scritte nel testamento. Per adempiere a questa funzione, amministra la massa dei beni ereditari e ne prende possesso, a meno che il testatore non abbia espresso una volontà contraria.
Durante la gestione, l'esecutore deve agire con la diligenza del buon padre di famiglia e può compiere gli atti necessari all'amministrazione ordinaria. Qualora sia indispensabile vendere beni compresi nell'eredità, l'esecutore deve prima richiedere l'autorizzazione al giudice, il quale decide dopo aver ascoltato gli eredi.
Il possesso dei beni ereditari da parte dell'esecutore non può prolungarsi oltre un anno dalla data in cui ha accettato la nomina. Soltanto in presenza di evidenti necessità, l'autorità giudiziaria può concedere una proroga, sentiti gli eredi, per una durata che non può superare un altro anno. Le azioni compiute dall'esecutore non limitano il diritto dei chiamati all'eredità di rinunziarvi o di accettarla con beneficio d'inventario.
Quando si applica
- L'esecutore testamentario prende in consegna le chiavi dell'immobile del defunto per curarne la conservazione e saldare i debiti urgenti della gestione.
- L'esecutore presenta ricorso al tribunale per ottenere l'autorizzazione ad alienare un veicolo ereditario in modo da estinguere un debito residuo.
- Un erede richiede la restituzione dei beni ereditari poiché è trascorso più di un anno dall'accettazione dell'esecutore senza proroga giudiziale.
Cosa questo articolo non dice
- La determinazione e la liquidazione del compenso spettante all'esecutore testamentario, disciplinate dall'articolo 711.
- La resa del conto finale della gestione al termine delle sue funzioni, regolata dall'articolo 709.
- L'istanza di esonero dell'esecutore dal suo ufficio per gravi irregolarità, prevista dall'articolo 710.
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