Diritti del fondo servente negli scoli Art. 1096
Il proprietario del fondo servente conserva il diritto di usare l'acqua per il suo terreno, cambiare colture e interrompere l'irrigazione. Art. 1096 c.c.
La servitù degli scoli non toglie al proprietario del fondo servente il diritto di usare liberamente dell'acqua a vantaggio del suo fondo, di cambiare la coltivazione di questo e di abbandonarne in tutto o in parte l'irrigazione.
Testo in vigore al .
Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.
Cosa dice, in parole semplici
La servitù degli scoli riguarda l'acqua residua che defluisce da un terreno irrigato verso il fondo vicino. La norma chiarisce che la presenza di questa servitù non limita la libertà del proprietario del terreno da cui l'acqua proviene.
Il proprietario del fondo servente conserva infatti il diritto di impiegare liberamente l'acqua per i bisogni del proprio terreno. Può inoltre modificare la tipologia di coltivazione o decidere di sospendere, in tutto o in parte, l'irrigazione senza che il vicino possa pretendere la prosecuzione del flusso.
Quando si applica
- Un agricoltore passa a una coltivazione che richiede meno acqua, riducendo lo scolo verso il terreno confinante.
- Il proprietario del terreno a monte decide di sospendere l'irrigazione, lasciando a secco il canale del vicino.
- L'agricoltore impiega tutta l'acqua disponibile per il proprio fondo prima che questa possa defluire al terreno sottostante.
Cosa questo articolo non dice
- Il divieto di deviare arbitrariamente le acque di scolo a danno del vicino, disciplinato dall'articolo 1098.
- L'acquisto della servitù attiva di scolo per usucapione, regolato dall'articolo 1095.
- Gli obblighi di manutenzione e pulizia del canale, gestiti dall'articolo 1090.
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