Obbligo di buona fede nelle trattative – Art. 1337
Art. 1337 impone alle parti di comportarsi secondo buona fede nelle trattative precontrattuali, con conseguente responsabilità per chi viola tale obbligo.
Le parti, nello svolgimento delle trattative e nella formazione del contratto, devono comportarsi secondo buona fede.
Testo in vigore al .
Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.
Cosa dice, in parole semplici
L'articolo 1337 del Codice Civile stabilisce che, durante le trattative e fino alla conclusione del contratto, le parti devono agire con lealtà e correttezza. Questo dovere di buona fede oggettiva impone di non ingannare l'altra parte, di non trarre profitto dalle sue informazioni errate e di non interrompere le trattative senza un motivo serio.
La violazione dell'obbligo di buona fede può far sorgere una responsabilità precontrattuale, detta anche 'culpa in contrahendo'. Chi ha agito in malafede deve risarcire il danno che l'altra parte ha subito per aver confidato nella serietà della trattativa (c.d. interesse negativo). Non si tratta di un obbligo di concludere il contratto, ma di comportarsi onestamente nel percorso che porta alla sua formazione.
Quando si applica
- Un potenziale acquirente fa sostenere spese notarili e perizie al venditore, poi si ritira senza motivo dopo che il venditore ha rifiutato altre offerte.
- Durante le trattative per la vendita di un'azienda, il venditore nasconde gravi passività fiscali che scopre solo dopo la firma del preliminare.
- Un locatore fa credere al conduttore di voler rinnovare il contratto, spingendolo a rinnovare la fornitura di servizi, e poi non firma il rinnovo.
- Un commerciante durante le trattative per una fornitura sottace che la merce è prossima alla scadenza, inducendo l'altro ad accettare un prezzo pieno.
Cosa questo articolo non dice
- Non impone di concludere il contratto: le parti restano libere di non accordarsi, purché agiscano in buona fede.
- Non copre la fase successiva alla conclusione del contratto: i doveri post-contrattuali sono regolati da altre norme (ad esempio sull'esecuzione di buona fede).
- Non dà diritto al risarcimento per ogni trattativa fallita: serve la prova della malafede, come l'intenzione di non concludere o l'omissione di informazioni decisive.
- Non si applica a semplici chiacchiere o contatti informali: richiede che le trattative siano avviate con un certo grado di serietà.
Questa è la legge. Risolviamo il tuo problema.
Racconta cosa sta succedendo. Un mediatore neutrale ascolta la tua versione e quella dell'altra parte, e vi accompagna a un accordo scritto. Nella configurazione avanzata puoi chiedere che la decisione sia motivata sul Codice Civile italiano.
Oppure apri direttamente una sessione e invita l'altra parte.
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