Annullamento assicurazione per bugie gravi: Art. 1892
Con dolo o colpa grave dell'assicurato, la polizza è annullabile. L'assicuratore ha tre mesi dalla scoperta per contestare e non paga il sinistro.
Le dichiarazioni inesatte e le reticenze del contraente, relative a circostanze tali che l'assicuratore non avrebbe dato il suo consenso o non lo avrebbe dato alle medesime condizioni se avesse conosciuto il vero stato delle cose, sono causa di annullamento del contratto quando il contraente ha agito con dolo o con colpa grave. L'assicuratore decade dal diritto d'impugnare il contratto se, entro tre mesi dal giorno in cui ha conosciuto l'inesattezza della dichiarazione o la reticenza, non dichiara al contraente di volere esercitare l'impugnazione. L'assicuratore ha diritto ai premi relativi al periodo di assicurazione in corso al momento in cui ha domandato l'annullamento e, in ogni caso, al premio convenuto per il primo anno. Se il sinistro si verifica prima che sia decorso il termine indicato dal comma precedente, egli non è tenuto a pagare la somma assicurata. Se l'assicurazione riguarda più persone o più cose, il contratto è valido per quelle persone o per quelle cose alle quali non si riferisce la dichiarazione inesatta o la reticenza.
Testo in vigore al .
Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.
Cosa dice, in parole semplici
Quando si stipula una polizza assicurativa, occorre fornire informazioni corrette sui rischi da coprire. Se il contraente dichiara fatti non veri o omette elementi decisivi (reticenza) agendo con dolo (intento di ingannare) o colpa grave (grave negligenza), il contratto può essere annullato. Ciò vale se l'assicuratore, conoscendo la verità, non avrebbe concluso il contratto o lo avrebbe fatto a condizioni differenti.
La legge stabilisce un termine preciso a tutela delle parti: l'assicuratore perde il diritto di impugnare la polizza se non dichiara la propria volontà di annullarla entro tre mesi dal momento in cui viene a conoscenza dell'inesattezza o dell'omissione.
Finché l'annullamento non viene domandato, l'assicuratore conserva il diritto di incassare i premi del periodo in corso e comunque il premio pattuito per il primo anno. Se un sinistro accade prima dello scadere del termine di tre mesi, la compagnia non è tenuta a versare la somma assicurata. Qualora la polizza riguardi più persone o cose, la validità resta confermata per quelle estranee alle dichiarazioni inesatte.
Quando si applica
- Un automobilista nasconde una patologia grave preesistente al momento della stipula di una polizza infortuni per ottenere un premio più basso.
- Il proprietario dichiara che l'immobile da assicurare contro gli incendi è adibito ad abitazione, omettendo che vi si stoccano sostanze infiammabili.
- L'assicurato tace la revoca della patente subita in passato rispondendo ai quesiti posti dalla compagnia nel modulo di proposta.
Cosa questo articolo non dice
- Dichiarazioni inesatte o reticenze rese senza dolo né colpa grave, disciplinate dall'Art. 1893.
- Aumento o variazione del rischio avvenuti dopo la conclusione del contratto, regolati dall'Art. 1898.
- Mancato pagamento dei premi di assicurazione successivi, disciplinato dall'Art. 1901.
Questa è la legge. Risolviamo il tuo problema.
Racconta cosa sta succedendo. Un mediatore neutrale ascolta la tua versione e quella dell'altra parte, e vi accompagna a un accordo scritto. Nella configurazione avanzata puoi chiedere che la decisione sia motivata sul Codice Civile italiano.
Oppure apri direttamente una sessione e invita l'altra parte.
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