Art. 807 Codice Civile

Effetti della revocazione - Art. 807

Donazione revocata per ingratitudine o sopravvenienza di figli: restituzione dei beni in natura o del valore se alienati, più frutti dal giorno della domanda.

Testo ufficiale Art. 807 Codice Civile — Italia

Revocata la donazione per ingratitudine o sopravvenienza di figli, il donatario deve restituire i beni in natura, se essi esistono ancora, e i frutti relativi, a partire dal giorno della domanda. Se il donatario ha alienato i beni, deve restituirne il valore, avuto riguardo al tempo della domanda, e i frutti relativi, a partire dal giorno della domanda stessa.

Testo in vigore al .

Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.

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Cosa dice, in parole semplici

L'articolo stabilisce gli obblighi del donatario dopo che una donazione è stata revocata per ingratitudine o per sopravvenienza di figli. Se il donatario ha ancora in suo possesso i beni ricevuti, deve restituirli così come sono (in natura), insieme ai frutti prodotti da quei beni a partire dal giorno in cui è stata presentata la domanda di revocazione.

Se invece il donatario ha già venduto o altrimenti alienato i beni, non può restituirli in natura. In tal caso deve pagare al donante il valore che i beni avevano al momento della domanda, più i frutti maturati da quel giorno. I frutti comprendono, ad esempio, gli affitti di un immobile o gli interessi di una somma di denaro.

Quando si applica

  • Tizio dona a Caio un appartamento. Caio si rende colpevole di ingratitudine grave (es. aggressione fisica). Il tribunale revoca la donazione. Caio deve restituire l'appartamento a Tizio se è ancora di sua proprietà, altrimenti il valore di mercato dell'appartamento al momento della domanda, più gli affitti che ha riscosso dal giorno della domanda.
  • Sempronia dona a Mevio un quadro di valore. Dopo la donazione, Sempronia scopre di avere un figlio che ignorava (sopravvenienza di figli). Revocata la donazione, Mevio deve restituire il quadro se ancora in suo possesso, o il suo valore se lo ha già venduto, più eventuali proventi da mostre o esposizioni (frutti civili) dal giorno della domanda.
  • Un donatario riceve in donazione un terreno agricolo. Dopo la revocazione per ingratitudine, il donatario ha già costruito un capannone sul terreno. La norma richiede la restituzione del bene in natura se ancora esistente: il terreno viene restituito così com'è, con le migliorie (la norma non disciplina separatamente le addizioni).
  • Il donante revoca la donazione per sopravvenienza di figli. Il donatario aveva già venduto il bene a un terzo. Il donatario deve pagare il valore del bene al momento della domanda (non al momento della vendita), più i frutti (es. interessi sul ricavato della vendita) dal giorno della domanda.

Cosa questo articolo non dice

  • Non disciplina i termini entro cui deve essere proposta l'azione di revocazione (v. artt. 802 e 804).
  • Non regola gli effetti della revocazione nei confronti dei terzi acquirenti che hanno acquistato dal donatario (v. art. 808).
  • Non si applica alla revocazione per altre cause, come l'inadempimento di un onere (v. art. 800 per le cause di revocazione).
  • Non copre la possibilità di rinunciare preventivamente alla revocazione (v. art. 806).

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