Art. 1137 Codice Civile: impugnare una delibera dell'assemblea condominiale in 30 giorni
Art. 1137 c.c.: il condomino assente, dissenziente o astenuto può chiedere l'annullamento della delibera entro trenta giorni. Testo ufficiale.
Testo ufficiale
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Art. 1137 Codice Civile — Italia
Le deliberazioni prese dall'assemblea a norma degli articoli precedenti sono obbligatorie per tutti i condomini. Contro le deliberazioni contrarie alla legge o al regolamento di condominio ogni condomino assente, dissenziente o astenuto può adire l'autorità giudiziaria chiedendone l'annullamento nel termine perentorio di trenta giorni, che decorre dalla data della deliberazione per i dissenzienti o astenuti e dalla data di comunicazione della deliberazione per gli assenti. L'azione di annullamento non sospende l'esecuzione della deliberazione, salvo che la sospensione sia ordinata dall'autorità giudiziaria. L'istanza per ottenere la sospensione proposta prima dell'inizio della causa di merito non sospende né interrompe il termine per la proposizione dell'impugnazione della deliberazione. Per quanto non espressamente previsto, la sospensione è disciplinata dalle norme di cui al libro IV, titolo I, capo III, sezione I del codice di procedura civile .
(321) 322 -------------- AGGIORNAMENTO (321) Il D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 149 ha disposto (con l'art. 35, comma 1) che "Le disposizioni del presente decreto, salvo che non sia diversamente disposto, hanno effetto a decorrere dal 30 giugno 2023 e si applicano ai procedimenti instaurati successivamente a tale data. Ai procedimenti pendenti alla data del 30 giugno 2023 si applicano le disposizioni anteriormente vigenti". -------------- AGGIORNAMENTO (322) Il D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 149 , come modificato dalla L. 29 dicembre 2022, n. 197 , ha disposto (con l'art. 35, comma 1) che "Le disposizioni del presente decreto, salvo che non sia diversamente disposto, hanno effetto a decorrere dal 28 febbraio 2023 e si applicano ai procedimenti instaurati successivamente a tale data. Ai procedimenti pendenti alla data del 28 febbraio 2023 si applicano le disposizioni anteriormente vigenti".
Testo in vigore al .
Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato
(normattiva.it),
riprodotto con licenza
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Il primo comma dell'articolo 1137 stabilisce il principio che tiene in piedi il condominio: le delibere prese dall'assemblea a norma degli articoli precedenti sono obbligatorie per tutti i condomini, quindi anche per chi ha votato contro e per chi non era presente. Il secondo comma dice come si contesta: contro le deliberazioni contrarie alla legge o al regolamento di condominio, ogni condomino assente, dissenziente o astenuto può rivolgersi all'autorità giudiziaria chiedendone l'annullamento entro il termine perentorio di trenta giorni.
La decorrenza cambia a seconda della posizione tenuta in assemblea, ed è il dettaglio su cui si perdono più cause: per i dissenzienti e gli astenuti i trenta giorni decorrono dalla data della deliberazione, per gli assenti dalla data di comunicazione della deliberazione, cioè dal momento in cui il verbale arriva. Il termine è perentorio: scaduto, la delibera annullabile non si contesta più.
Gli ultimi due commi riguardano gli effetti pratici. L'azione di annullamento non sospende l'esecuzione della delibera, salvo che la sospensione sia ordinata dal giudice: nel frattempo i lavori possono partire e i contributi restano dovuti. E l'istanza di sospensione proposta prima della causa di merito non sospende né interrompe il termine per impugnare - il testo lo dice espressamente, per chiudere l'equivoco di chi pensava di guadagnare tempo chiedendo prima la cautela. Va infine ricordato che la materia condominiale rientra tra quelle per cui è previsto un tentativo di mediazione prima del giudizio; se una delibera va contestata, i trenta giorni sono pochi e conviene rivolgersi subito a un avvocato per capire quale rimedio si applica al caso.
Quando si applica
L'assemblea approva un riparto di spesa diverso dai millesimi o dai criteri di legge.
Un condomino non riceve l'avviso di convocazione e scopre dal verbale che sono stati deliberati lavori.
Viene nominato o confermato un amministratore in modo che si ritiene irregolare.
Vengono approvate opere con una maggioranza inferiore a quella richiesta per quel tipo di decisione.
La delibera dispone qualcosa che il regolamento di condominio vieta espressamente.
Cosa questo articolo non dice
×Non dà il diritto di impugnare a chi ha votato a favore: l'articolo elenca soltanto il condomino assente, dissenziente o astenuto.
×Non copre tutti i vizi possibili: il testo parla di annullamento, mentre i vizi più gravi (oggetto impossibile o illecito, materie estranee alle attribuzioni dell'assemblea, lesione dei diritti individuali) vengono trattati come casi di nullità, con regole diverse. Capire in quale categoria ricade una delibera è una valutazione tecnica da portare a un avvocato.
×Impugnare non blocca nulla: la delibera resta eseguibile e le somme restano dovute finché il giudice non ordina la sospensione.
×Chiedere la sospensione prima di iniziare la causa non allunga i trenta giorni: l'ultimo comma esclude sia la sospensione sia l'interruzione del termine.
Casi di esempio
Situazioni inventate, scritte per mostrare come funziona la norma. Non sono casi reali, non sono sentenze e non fanno precedente: non dicono come andrebbe a finire il tuo.
Esempio illustrativo
Un condomino non riceve l'avviso di convocazione e scopre dal verbale, arrivato per posta tre settimane dopo, che l'assemblea ha deliberato lavori importanti. Nel frattempo l'impresa ha già montato il ponteggio.
Come si applica la norma
Il termine per chiedere l'annullamento è di trenta giorni ed è perentorio, ma il momento da cui decorre cambia secondo la posizione tenuta: dalla data della delibera per dissenzienti e astenuti, dalla comunicazione per gli assenti. Il fatto che qui decide tutto è la data in cui il verbale è arrivato, e per questo la busta o la ricevuta valgono più di qualsiasi ricostruzione. Da sapere anche che impugnare non ferma i lavori: la delibera resta eseguibile finché il giudice non ne ordina la sospensione.
Come si sono accordate le parti
Il condominio riconosce il difetto di convocazione e riconvoca l'assemblea sullo stesso punto, sospendendo nel frattempo l'incasso della rata contestata; l'interessato rinuncia a contestare le opere già eseguite.
Esempio illustrativo
In assemblea si approva un riparto che si discosta dalle tabelle in uso. Un condomino vota contro e mette a verbale il proprio dissenso, poi lascia passare due mesi sperando che l'amministratore corregga da sé.
Come si applica la norma
Per chi ha votato contro i trenta giorni decorrono dalla data della delibera, non dal momento in cui arriva il conto o si perde la pazienza. Il fatto rilevante è la data del verbale e la posizione risultante da esso: il dissenso a verbale apre la strada, ma il tempo corre da subito.
Come si sono accordate le parti
Le parti si accordano perché l'amministratore riporti il punto in assemblea con la tabella corretta e un conguaglio sul bilancio successivo, e il condomino accetta di non riaprire gli esercizi già chiusi.
Racconta cosa sta succedendo. Un mediatore neutrale ascolta la tua versione e quella dell'altra parte, e vi accompagna a un accordo scritto. Nella configurazione avanzata puoi chiedere che la decisione sia motivata sul Codice Civile italiano.
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