Art. 1367 Codice Civile

Conservazione del contratto - Art. 1367

Quando un contratto o una clausola è ambiguo, va interpretato in modo da conservare un effetto giuridico, anziché renderlo nullo. Art. 1367 Codice Civile.

Testo ufficiale Art. 1367 Codice Civile — Italia

Nel dubbio, il contratto o le singole clausole devono interpretarsi nel senso in cui possono avere qualche effetto, anziché in quello secondo cui non ne avrebbero alcuno.

Testo in vigore al .

Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.

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Cosa dice, in parole semplici

Il principio di conservazione del contratto (art. 1367) stabilisce che, in caso di dubbio sul significato di un contratto o di una clausola, si deve preferire l'interpretazione che attribuisce loro un qualche effetto giuridico, piuttosto che quella che li renderebbe privi di effetti.

Il "dubbio" deve essere reale e non eliminabile con altri criteri interpretativi (artt. 1362-1366). "Qualche effetto" significa anche un effetto minimo, non necessariamente quello voluto dalle parti. La regola opera solo quando una delle interpretazioni possibili porterebbe alla nullità o inefficacia totale della clausola o del contratto.

Questa norma si applica sia alle clausole singole sia all'intero contratto. Non autorizza a creare un significato diverso da quelli possibili, ma solo a scegliere tra interpretazioni ragionevoli quella che salva l'efficacia.

Quando si applica

  • Un contratto di locazione indica un canone annuo ma non specifica se mensile o annuale: si interpreta nel senso che produca un effetto (ad esempio, canone annuo diviso in dodici rate) anziché renderlo nullo per indeterminatezza.
  • In una clausola di risoluzione, è scritto 'in caso di inadempimento di una delle obbligazioni essenziali' senza elencarle: si interpreta in modo da individuare almeno un'obbligazione essenziale, salvando la clausola.
  • Un testamento lascia 'tutti i miei beni a mio figlio e a mia figlia' senza quote: si interpreta come attribuzione in parti uguali, anziché dichiarare nulla la disposizione per mancanza di determinazione.
  • Una clausola di non concorrenza fissa un divieto 'per un periodo ragionevole' senza indicare un termine preciso: si interpreta come un termine di legge (ad esempio, tre anni) per evitare nullità.

Cosa questo articolo non dice

  • Questa norma non riguarda l'interpretazione quando il testo è chiaro (artt. 1362 e seguenti).
  • Non si applica per scegliere tra interpretazioni che entrambe producono un effetto – in quel caso valgono altri criteri, come la buona fede (art. 1366) o le pratiche generali (art. 1368).
  • Non consente di modificare il contratto o di integrarlo con clausole non scritte (art. 1374).
  • Non è una regola che permette di ignorare la volontà delle parti; opera solo in caso di dubbio oggettivo.

Questa è la legge. Risolviamo il tuo problema.

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