Interpretazione secondo pratiche generali – Art. 1368
Clausole ambigue interpretate secondo pratiche generali del luogo di conclusione o della sede dell'impresa se imprenditore. Art. 1368.
Le clausole ambigue s'interpretano secondo ciò che si pratica generalmente nel luogo in cui il contratto è stato concluso. Nei contratti in cui una delle parti è un imprenditore, le clausole ambigue s'interpretano secondo ciò che si pratica generalmente nel luogo in cui è la sede dell'impresa.
Testo in vigore al .
Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.
Cosa dice, in parole semplici
Quando una clausola del contratto è ambigua, il suo significato si determina in base a ciò che si fa comunemente nel luogo dove il contratto è stato stipulato. Questa regola serve a dare un senso oggettivo a termini poco chiari, facendo riferimento alle consuetudini locali.
Se una delle parti è un imprenditore (ad esempio un'azienda), l'ambiguità si risolve guardando alle pratiche generali del luogo in cui si trova la sede dell'impresa. Questo vale anche se il contratto è stato concluso altrove.
Quando si applica
- Due privati vendono un'auto usata: il contratto non specifica la data di pagamento. Si interpreta secondo l'uso locale per le vendite tra privati.
- Un consumatore acquista un elettrodomestico da un'azienda: la clausola sulla garanzia è ambigua. Si interpreta secondo le pratiche generali nella sede dell'azienda.
- Un privato assume un'impresa per ristrutturare casa: la clausola sui materiali da usare è ambigua. Si interpreta secondo le pratiche generali nella sede dell'impresa.
Cosa questo articolo non dice
- Non si applica a clausole chiare, che vanno interpretate secondo il significato letterale (art. 1362 e seguenti).
- Non regola l'interpretazione secondo buona fede, che è disciplinata dall'art. 1366.
- Non sostituisce la volontà comune delle parti, che prevale secondo l'art. 1362.
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