Art. 1460 Codice Civile

Art. 1460 Codice Civile — Eccezione di inadempimento: quando si può sospendere la propria prestazione

L'art. 1460 c.c. consente di sospendere la propria prestazione se l'altro non adempie, salvo termini diversi e salvo che il rifiuto violi la buona fede.

Testo ufficiale Art. 1460 Codice Civile — Italia

Nei contratti con prestazioni corrispettive, ciascuno dei contraenti può rifiutarsi di adempiere la sua obbligazione, se l'altro non adempie o non offre di adempiere contemporaneamente la propria, salvo che termini diversi per l'adempimento siano stati stabiliti dalle parti o risultino dalla natura del contratto. Tuttavia non può rifiutarsi l'esecuzione se, avuto riguardo alle circostanze, il rifiuto è contrario alla buona fede.

Testo in vigore al .

Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.

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Cosa dice, in parole semplici

La regola vale nei contratti con prestazioni corrispettive, cioè quelli in cui ciascuno dà qualcosa perché l'altro dà qualcosa: compravendita, appalto, locazione, prestazione di servizi. In questi, ciascuno può rifiutarsi di adempiere se l'altro non adempie o non offre di adempiere contemporaneamente. È il fondamento del "non pago finché non fai la tua parte".

Ci sono però due freni scritti nel testo. Il primo: la regola non vale se le parti hanno stabilito termini diversi per l'adempimento, o se termini diversi risultano dalla natura del contratto. Se per contratto tocca a voi pagare per primi — un canone anticipato, un acconto alla firma — il presupposto della contemporaneità manca. Il secondo freno è la buona fede: il rifiuto non è ammesso se, avute presenti le circostanze, è contrario a buona fede. È qui che entra la proporzione tra i due inadempimenti: sospendere tutto per una mancanza marginale è la situazione tipica in cui l'eccezione non regge.

Va tenuto presente cosa fa e cosa non fa questo articolo: sospende, non scioglie. Chi solleva l'eccezione resta vincolato al contratto e, quando la controparte adempie, deve adempiere a sua volta. Se l'obiettivo è liberarsi del contratto, la strada è la risoluzione degli artt. 1453 e seguenti, con il filtro di non scarsa importanza dell'art. 1455. Se il rifiuto sia proporzionato nel caso concreto è una valutazione di fatto: è il punto su cui più spesso si litiga e su cui conviene farsi assistere prima di smettere di pagare.

Quando si applica

  • L'impresa lascia il cantiere a metà e il committente trattiene il saldo.
  • Un fornitore consegna merce difettosa e il cliente sospende il pagamento della fattura.
  • Un professionista non viene pagato e trattiene la consegna del lavoro finito.
  • L'officina non completa la riparazione e il cliente rifiuta di saldare il conto.
  • Un servizio in abbonamento viene erogato in modo parziale e l'utente sospende il pagamento.

Cosa questo articolo non dice

  • Non giustifica il rifiuto totale della propria prestazione a fronte di un inadempimento marginale: il testo esclude il rifiuto contrario a buona fede, e la sproporzione è il caso tipico.
  • Non consente all'inquilino di smettere semplicemente di pagare il canone quando l'immobile resta comunque utilizzabile: è tra le applicazioni più contestate della norma e dipende dai fatti.
  • Non scioglie il contratto e non estingue l'obbligazione: la sospende. Per liberarsi del vincolo servono la risoluzione (art. 1453) e il requisito di non scarsa importanza (art. 1455).
  • Non si applica quando siete tenuti ad adempiere per primi in base ai termini pattuiti o alla natura del contratto.

Casi di esempio

Situazioni inventate, scritte per mostrare come funziona la norma. Non sono casi reali, non sono sentenze e non fanno precedente: non dicono come andrebbe a finire il tuo.

Esempio illustrativo

Un cliente porta l'auto in officina per una riparazione al cambio. Il lavoro resta incompleto e la vettura rientra con lo stesso rumore di prima; il cliente si rifiuta di pagare l'intera fattura e l'officina trattiene il veicolo.

Come si applica la norma

Ciascuno può rifiutarsi di adempiere se l'altro non adempie o non offre di adempiere contemporaneamente, ma il testo esclude il rifiuto contrario a buona fede. Il fatto che decide è la proporzione: quanto pesa la parte non eseguita rispetto al tutto, e se il rifiuto colpisca l'intera prestazione o solo la quota corrispondente.

Come si sono accordate le parti

Le parti concordano che il cliente versi subito la parte di fattura relativa alle lavorazioni riuscite e che l'officina completi l'intervento entro dieci giorni, con saldo alla consegna e vettura riconsegnata immediatamente.

Esempio illustrativo

Un inquilino segnala che la caldaia funziona a intermittenza e il proprietario tarda a intervenire. Dopo qualche settimana l'inquilino smette del tutto di pagare il canone; l'appartamento resta comunque abitato e utilizzato.

Come si applica la norma

La sospensione è ammessa solo se il rifiuto è proporzionato e conforme a buona fede, e non vale quando è stabilito che una parte adempia per prima. Il fatto che regge o fa cadere la posizione dell'inquilino è quanto l'inadempimento del proprietario incida sull'uso dell'immobile: un disagio circoscritto e una casa inabitabile non stanno sullo stesso piano.

Come si sono accordate le parti

Le parti concordano la sostituzione della caldaia entro tre settimane a carico del proprietario e una riduzione concordata del canone per i mesi di disservizio, con ripresa dei pagamenti pieni dalla data dell'intervento.

Questa è la legge. Risolviamo il tuo problema.

Racconta cosa sta succedendo. Un mediatore neutrale ascolta la tua versione e quella dell'altra parte, e vi accompagna a un accordo scritto. Nella configurazione avanzata puoi chiedere che la decisione sia motivata sul Codice Civile italiano.

È con

Oppure apri direttamente una sessione e invita l'altra parte.

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