Responsabilità degli amministratori verso l'ente - Art. 18
Gli amministratori rispondono verso l'ente secondo il mandato. Chi non partecipa all'atto dannoso è esente, salvo dissenso omesso.
Gli amministratori sono responsabili verso l'ente secondo le norme del mandato. È però esente da responsabilità quello degli amministratori il quale non abbia partecipato all'atto che ha causato il danno, salvo il caso in cui, essendo a cognizione che l'atto si stava per compiere, egli non abbia fatto constare del proprio dissenso.
Testo in vigore al .
Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.
Cosa dice, in parole semplici
Gli amministratori di un ente rispondono dei danni causati all'ente secondo le regole del mandato. Devono agire con diligenza e fedeltà verso l'ente.
Un amministratore che non ha partecipato all'atto dannoso non è responsabile, a meno che non fosse a conoscenza dell'atto e non abbia manifestato dissenso. Per essere esente, deve aver fatto constare il proprio dissenso.
Quando si applica
- Un amministratore vota contro una delibera dannosa e fa verbalizzare il dissenso: non è responsabile.
- Un amministratore non partecipa alla riunione in cui si approva un atto illecito, ma ne era a conoscenza e non si oppone: è responsabile.
- Un amministratore delegato firma un contratto senza informare il consiglio: gli altri amministratori che non sapevano nulla non sono responsabili.
- Un amministratore apprende di un atto in corso d'opera e non interviene: è responsabile.
Cosa questo articolo non dice
- La responsabilità verso terzi (creditori, soci) non è regolata da questo articolo.
- La responsabilità penale degli amministratori non è coperta.
- Questo articolo non fissa un termine di prescrizione per l'azione di responsabilità.
Questa è la legge. Risolviamo il tuo problema.
Racconta cosa sta succedendo. Un mediatore neutrale ascolta la tua versione e quella dell'altra parte, e vi accompagna a un accordo scritto. Nella configurazione avanzata puoi chiedere che la decisione sia motivata sul Codice Civile italiano.
Oppure apri direttamente una sessione e invita l'altra parte.
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