Art. 240 Codice Civile

Contestazione dello stato di figlio - Art. 240

L'articolo 240 c.c. disciplina la contestazione dello stato di figlio, limitandola ai casi previsti dal primo e secondo comma dell'articolo 239.

Testo ufficiale Art. 240 Codice Civile — Italia

Contestazione dello stato di figlio Lo stato di figlio può essere contestato nei casi di cui al primo e secondo comma dell'articolo 239.

Testo in vigore al .

Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.

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Cosa dice, in parole semplici

L'articolo 240 del codice civile stabilisce che lo stato di figlio – la condizione giuridica di essere figlio di una determinata persona – può essere contestato solo nei casi indicati dal primo e secondo comma dell'articolo 239. Non introduce nuove ipotesi, ma richiama quelle già previste da quell'articolo.

Per contestare lo stato di figlio occorre quindi verificare se la propria situazione rientra in uno di quei casi. L'articolo 240 non dice come si contesta (procedura, termini, legittimazione), ma solo quando è ammesso farlo.

Quando si applica

  • Il marito che vuole disconoscere la paternità del figlio nato durante il matrimonio.
  • Il figlio maggiorenne che intende contestare il proprio stato di figlio legittimo.
  • La madre che contesta la maternità legale per difetto di veridicità.

Cosa questo articolo non dice

  • Non indica i termini di decadenza per proporre l'azione (disciplinati altrove).
  • Non si applica alle contestazioni relative a figli adottivi (norme speciali).
  • Non autorizza la contestazione per motivi diversi da quelli tassativamente elencati nell'art. 239.

Questa è la legge. Risolviamo il tuo problema.

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