Art. 2635-ter Codice Civile

Recidiva nella corruzione tra privati - Art. 2635-ter

Condanna per corruzione tra privati (art. 2635 co.1): interdizione temporanea dagli uffici direttivi per recidiva (art. 2635-bis co.2 o stesso reato).

Testo ufficiale Art. 2635-ter Codice Civile — Italia

La condanna per il reato di cui all'articolo 2635, primo comma, importa in ogni caso l'interdizione temporanea dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese di cui all'articolo 32-bis del codice penale nei confronti di chi sia già stato condannato per il medesimo reato o per quello di cui all'articolo 2635-bis, secondo comma.

Testo in vigore al .

Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.

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Cosa dice, in parole semplici

Questa norma stabilisce una pena accessoria obbligatoria per chi viene condannato per corruzione tra privati (articolo 2635, primo comma) ed è già stato condannato in precedenza per lo stesso reato o per istigazione alla corruzione tra privati (articolo 2635-bis, secondo comma).

La condanna comporta l'interdizione temporanea dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese definite dall'articolo 32-bis del codice penale. Si tratta di un provvedimento che impedisce temporaneamente di ricoprire cariche di amministratore, direttore generale o altre posizioni di vertice.

L'interdizione non si applica a chi viene condannato per la prima volta: serve la recidiva specifica nei reati di corruzione tra privati o istigazione. La durata dell'interdizione non è indicata in questo articolo, ma è determinata dal giudice nei limiti previsti dalla legge penale.

Quando si applica

  • Un amministratore già condannato per corruzione tra privati viene nuovamente condannato per lo stesso reato; scatta l'interdizione dagli uffici direttivi.
  • Un imprenditore già condannato per istigazione alla corruzione tra privati (art. 2635-bis comma 2) viene successivamente condannato per corruzione tra privati; perde temporaneamente la possibilità di dirigere società.
  • Un consigliere di amministrazione recidivo viene condannato per corruzione tra privati e il giudice dispone l'interdizione temporanea dalle cariche direttive.
  • Un soggetto già condannato per corruzione tra privati commette il reato di istigazione alla corruzione (art. 2635-bis comma 2) e viene condannato; si applica l'interdizione.

Cosa questo articolo non dice

  • La prima condanna per corruzione tra privati non comporta automaticamente l'interdizione; serve che il condannato abbia già riportato una condanna per lo stesso reato o per istigazione.
  • L'interdizione non si applica a condanne per reati diversi dalla corruzione tra privati o dall'istigazione alla corruzione tra privati, come la corruzione in atti giudiziari.
  • Questa norma non disciplina la confisca dei beni o altri effetti penali accessori, che sono regolati da altre disposizioni come l'art. 2641 del codice civile.

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