Art. 2635 Codice Civile

Corruzione tra privati e sanzioni - Art. 2635

Disciplina la corruzione tra privati: reclusione da uno a tre anni, ridotta fino a un anno e sei mesi per i sottoposti e raddoppiata per societa quotate.

Testo ufficiale Art. 2635 Codice Civile — Italia

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori, di società o enti privati che, anche per interposta persona, sollecitano o ricevono, per sé o per altri, denaro o altra utilità non dovuti, o ne accettano la promessa, per compiere o per omettere un atto in violazione degli obblighi inerenti al loro ufficio o degli obblighi di fedeltà, sono puniti con la reclusione da uno a tre anni. Si applica la stessa pena se il fatto è commesso da chi nell'ambito organizzativo della società o dell'ente privato esercita funzioni direttive diverse da quelle proprie dei soggetti di cui al precedente periodo. Si applica la pena della reclusione fino a un anno e sei mesi se il fatto è commesso da chi è sottoposto alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti indicati al primo comma. Chi, anche per interposta persona, offre, promette o dà denaro o altra utilità non dovuti alle persone indicate nel primo e nel secondo comma, è punito con le pene ivi previste. Le pene stabilite nei commi precedenti sono raddoppiate se si tratta di società con titoli quotati in mercati regolamentati italiani o di altri Stati dell'Unione europea o diffusi tra il pubblico in misura rilevante ai sensi dell'articolo 116 del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 , e successive modificazioni. COMMA ABROGATO DALLA L. 9 GENNAIO 2019, N. 3 . Fermo quanto previsto dall'articolo 2641, la misura della confisca per valore equivalente non può essere inferiore al valore delle utilità date, promesse o offerte.

Testo in vigore al .

Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.

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Cosa dice, in parole semplici

Questa norma punisce chi lavora all'interno di società o enti privati e accetta, sollecita o si fa promettere denaro o altre utilità non dovute per compiere o omettere atti violando i propri doveri d'ufficio o di fedeltà. La medesima pena si applica a chi offre, promette o dà il denaro o l'utilità.

La sanzione principale è la reclusione da uno a tre anni per gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti ai documenti contabili, i sindaci, i liquidatori e chiunque eserciti funzioni direttive. Se il fatto è commesso da un lavoratore sottoposto alla direzione o vigilanza di tali soggetti, la pena prevista è la reclusione fino a un anno e sei mesi.

Le pene sono raddoppiate se il fatto riguarda società con titoli quotati in mercati regolamentati italiani o dell'Unione europea, oppure diffusi tra il pubblico in misura rilevante. È inoltre disposta la confisca per valore equivalente, che non può essere inferiore al valore delle utilità date, promesse o offerte.

Quando si applica

  • Un amministratore delegato richiede una tangente a un fornitore per fargli vincere un appalto privato.
  • Un dirigente aziendale accetta un regalo di valore indebito per omettere controlli sulla qualità di una fornitura.
  • Un dipendente, sottoposto al direttore commerciale, accetta denaro per rivelare informazioni riservate a un concorrente.
  • Un consulente offre una somma di denaro al liquidatore di una società per accelerare un pagamento non dovuto.

Cosa questo articolo non dice

  • La mazzetta offerta a un pubblico ufficiale o dipendente pubblico, regolata dalle norme sui reati contro la pubblica amministrazione nel codice penale.
  • Il semplice conflitto di interessi dell'amministratore non accompagnato da sollecitazione o dazione di denaro o altra utilità.
  • L'infedeltà patrimoniale commessa dall'amministratore a danno della società senza un accordo corruttivo con terzi.

Questa è la legge. Risolviamo il tuo problema.

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