Revoca della confessione: errore o violenza - Art. 2732
L'art. 2732 c.c. stabilisce che la confessione è irrevocabile, salvo che sia provato errore di fatto o violenza. Solo due motivi tassativi.
La confessione non può essere revocata se non si prova che è stata determinata da errore di fatto o da violenza.
Testo in vigore al .
Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.
Cosa dice, in parole semplici
La confessione è una dichiarazione con cui una parte riconosce fatti a sé sfavorevoli. Di regola è vincolante e non può essere ritirata.
L'articolo 2732 stabilisce che la revoca è possibile solo in due casi tassativi: se si prova che la confessione fu determinata da un errore di fatto (cioè una falsa rappresentazione della realtà) oppure da violenza (fisica o morale).
L'onere della prova spetta a chi chiede la revoca. Non rilevano il semplice pentimento, l'errore di diritto o il dolo.
Quando si applica
- Una persona confessa di aver provocato un incidente stradale, ma successivamente scopre di aver confuso il giorno dell'evento (errore di fatto).
- Un debitore riconosce un debito solo dopo essere stato minacciato di aggressione fisica (violenza).
- Un lavoratore ammette un errore professionale sotto pressioni psicologiche intense che ne hanno annullato la volontà (violenza morale).
- Una parte in una causa dichiara di aver firmato un contratto, ma si tratta di un errore sulla data indicata (errore di fatto).
Cosa questo articolo non dice
- Il semplice pentimento o il cambio di opinione non permettono la revoca della confessione.
- L'errore di diritto (ad esempio, ignorare una norma giuridica) non è motivo di revoca, a differenza dell'errore di fatto.
- Il dolo (inganno) non è previsto dall'articolo: la confessione estorta con raggiri non può essere revocata ai sensi dell'art. 2732, ma potrebbe essere impugnata per altri vizi del consenso.
- La mancanza di capacità di confessare (es. minore età) è disciplinata dall'art. 2731, non dalla revoca per errore o violenza.
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