Mantenimento del figlio senza riconoscimento - Art. 279
L'articolo 279 del Codice Civile attribuisce al figlio non riconosciuto il diritto al mantenimento se la dichiarazione di paternità non può essere proposta.
Responsabilità per il mantenimento e l'educazione. In ogni caso in cui non può proporsi l'azione per la dichiarazione giudiziale di paternità o di maternità, il figlio nato fuori del matrimonio può agire per ottenere il mantenimento, l'istruzione e l'educazione. Il figlio nato fuori del matrimonio se maggiorenne e in stato di bisogno può agire per ottenere gli alimenti a condizione che il diritto al mantenimento di cui all'articolo 315-bis, sia venuto meno. . L'azione è ammessa previa autorizzazione del giudice ai sensi dell'articolo 251. L'azione può essere promossa nell'interesse del figlio minore da un curatore speciale nominato dal giudice su richiesta del pubblico ministero o del genitore che esercita la responsabilità genitoriale .
- (40) -------------- AGGIORNAMENTO (37) La Corte Costituzionale, con sentenza 2 - 8 maggio 1974, n. 121 (in G.U. 1a s.s. 15/5/1974, n. 126), ha dichiarato "la illegittimità costituzionale dell' art. 279 del codice civile nella parte in cui, nei casi previsti dall'art. 278 e in ogni altro caso in cui non possa più proporsi l'azione per la dichiarazione giudiziale di paternità, non riconosce al figlio naturale, nelle tre ipotesi indicate nello stesso articolo e in aggiunta al diritto agli alimenti, quello al mantenimento, alla educazione e all'istruzione". -------------- AGGIORNAMENTO (40) La L. 19 maggio 1975, n. 151 ha disposto (con l'art. 232, comma 1) che "Le disposizioni della presente legge relative all'azione per la dichiarazione giudiziale di paternità e maternità, nonché alle azioni previste dall' articolo 279 del codice civile , si applicano anche ai figli nati o concepiti prima della sua entrata in vigore".
Testo in vigore al .
Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.
Cosa dice, in parole semplici
Quando non è possibile proporre l'azione giudiziale per la dichiarazione di paternità o di maternità, la legge tutela comunque le esigenze economiche del figlio nato fuori del matrimonio. In questi casi, il figlio ha il diritto di agire in giudizio per ottenere il mantenimento, l'istruzione e l'educazione dal genitore biologico.
Se il figlio è maggiorenne e versa in stato di bisogno, l'azione è diretta a ottenere gli alimenti, a condizione che sia venuto meno il generale diritto al mantenimento stabilito dall'articolo 315-bis.
L'azione prevista da questa norma presuppone la preventiva autorizzazione del giudice ai sensi dell'articolo 251. Quando il figlio è minorenne, l'iniziativa può essere assunta nell'interesse del minore da un curatore speciale, nominato su ricorso del pubblico ministero o del genitore che esercita la responsabilità genitoriale.
Quando si applica
- Un figlio non riconosciuto la cui azione di accertamento della paternità non è proponibile chiede un contributo economico per le spese scolastiche e personali
- Un figlio nato fuori del matrimonio, diventato maggiorenne e privo di mezzi di sussistenza, richiede gli alimenti al genitore biologico
- Un genitore chiede la nomina di un curatore speciale per avviare la causa per il mantenimento del figlio minore verso il genitore che non lo ha riconosciuto
Cosa questo articolo non dice
- Ottenere lo status formale di figlio o il riconoscimento del cognome paterno o materno
- Chiedere l'assegno di mantenimento a seguito di separazione o divorzio tra genitori coniugati
- Ottenere il mantenimento quando è già in corso o è liberamente proponibile la dichiarazione giudiziale di paternità
Questa è la legge. Risolviamo il tuo problema.
Racconta cosa sta succedendo. Un mediatore neutrale ascolta la tua versione e quella dell'altra parte, e vi accompagna a un accordo scritto. Nella configurazione avanzata puoi chiedere che la decisione sia motivata sul Codice Civile italiano.
Oppure apri direttamente una sessione e invita l'altra parte.
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