Acqua per edificio: dedurre dal fondo vicino Art. 1049
Art. 1049: diritto di ottenere acqua per usi domestici dal fondo vicino, pagando il valore annuo e le spese, se non c'è alternativa senza eccessivo dispendio.
Se a una casa o alle sue dipendenze manca l'acqua necessaria per l'alimentazione degli uomini o degli animali e per gli altri usi domestici, e non è possibile procurarla senza eccessivo dispendio, il proprietario del fondo vicino deve consentire che sia dedotta l'acqua di sopravanzo nella misura indispensabile per le necessità anzidette. Prima che siano iniziati i lavori, deve pagarsi il valore dell'acqua, che si chiede di dedurre, calcolato per un'annualità. Si devono altresì sostenere tutte le spese per le opere di presa e di derivazione. Si applicano inoltre le disposizioni del primo comma dell'art. 1038. In mancanza di convenzione, la sentenza determina le modalità della derivazione e l'indennità dovuta. Qualora si verifichi un mutamento nelle condizioni originarie, la derivazione può essere soppressa su istanza dell'una o dell'altra parte.
Testo in vigore al .
Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.
Cosa dice, in parole semplici
Se a una casa o alle sue dipendenze manca l'acqua necessaria per bere, cucinare, lavare e per gli animali, e non è possibile procurarsela senza una spesa troppo alta, il proprietario del fondo vicino deve permettere di prendere l'acqua che lui non usa (acqua di sopravanzo). La quantità è limitata a quella indispensabile per i bisogni domestici.
Prima di iniziare i lavori, chi chiede l'acqua deve pagare il valore di un anno dell'acqua che prenderà, oltre a tutte le spese per costruire la presa e la derivazione. Si applicano anche le regole del primo comma dell'art. 1038. Se non c'è accordo, il giudice decide come fare la derivazione e quanto si deve pagare.
Se col tempo cambiano le condizioni (per esempio arriva l'acqua corrente o il vicino ha meno acqua), la derivazione può essere soppressa su richiesta di una delle due parti.
Quando si applica
- Una casa in campagna senza acquedotto né pozzo; il vicino ha una sorgente abbondante e il proprietario chiede di derivare un tubo per portare l'acqua in casa.
- Un allevamento di animali ha sete e l'unica fonte d'acqua è un laghetto nel terreno del vicino, che ha più acqua del necessario.
- Una famiglia abita in un edificio isolato dove scavare un pozzo costerebbe una fortuna; il proprietario del fondo confinante ha un ruscello in sovrabbondanza.
- Durante una siccità, la cisterna di una casa non basta più e il vicino ha un serbatoio con acqua in eccesso.
Cosa questo articolo non dice
- Non regola la somministrazione di acqua per irrigare campi o giardini: quella è disciplinata dall'art. 1050.
- Non permette di prendere acqua senza pagare: il valore annuo e le spese sono sempre dovuti.
- Non si applica se l'acqua può essere ottenuta da un'altra fonte con spesa ragionevole, anche se più scomoda.
- Non riguarda il passaggio temporaneo di persone o cose per fare lavori: quello è trattato dall'art. 1039.
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