Misura dell'acqua corrente nelle servitù: Art. 1081
L'Art. 1081 definisce il modulo come unità di misura dell'acqua corrente nelle servitù, pari a un flusso di cento litri al minuto secondo e ai suoi decimi.
Nelle servitù in cui è convenuta ed espressa una costante quantità di acqua, la quantità deve esprimersi in relazione al modulo. Il modulo è l'unità di misura dell'acqua corrente. Esso è un corpo d'acqua che scorre nella costante quantità di cento litri al minuto secondo e si divide in decimi, centesimi e millesimi.
Testo in vigore al .
Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.
Cosa dice, in parole semplici
Quando in un atto costitutivo di servitù è pattuita una quantita costante d'acqua, tale misura deve essere espressa facendo riferimento al modulo d'acqua.
Il modulo è l'unità di misura legale dell'acqua corrente e corrisponde al flusso costante di cento litri al minuto secondo. Esso si suddivide in decimi, centesimi e millesimi.
Questa norma stabilisce la parametrizzazione tecnica obbligatoria per quantificare il volume d'acqua spettante al fondo dominante quando la quantità dev'essere prefissata in modo costante.
Quando si applica
- Redazione di un contratto di servitù di presa d'acqua con indicazione della portata in moduli o loro frazioni
- Calcolo del flusso spettante a un terreno agricolo espresso in decimi o centesimi di modulo
- Interpretazione del titolo di acquisto di una servitù idrica che menziona la quantità d'acqua concessa
Cosa questo articolo non dice
- Forma e dimensioni della bocca di presa o dell'edificio derivatore, disciplinate dall'Art. 1082
- Casi in cui la quantità d'acqua non sia stata determinata nel titolo, regolati dall'Art. 1083
- Distribuzione dell'acqua a turni o orari previsti dagli articoli 1085 e 1086
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