Art. 1110 Codice Civile

Art. 1110 Codice Civile - Rimborso delle spese sulla cosa comune

L'art. 1110 c.c. dà diritto al rimborso a chi, per trascuranza degli altri comproprietari, ha pagato spese necessarie alla conservazione.

Testo ufficiale Art. 1110 Codice Civile — Italia

Il partecipante che, in caso di trascuranza degli altri partecipanti o dell'amministratore, ha sostenuto spese necessarie per la conservazione della cosa comune, ha diritto al rimborso.

Testo in vigore al .

Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.

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Cosa dice, in parole semplici

L'articolo 1110 riguarda la comunione: più persone proprietarie della stessa cosa, tipicamente fratelli che ereditano una casa o coniugi separati che restano comproprietari. Dice che il partecipante il quale, in caso di trascuranza degli altri partecipanti o dell'amministratore, ha sostenuto spese necessarie per la conservazione della cosa comune ha diritto al rimborso. Sono tre requisiti, e vanno tutti presenti.

Il primo è la natura della spesa: deve essere "necessaria per la conservazione", cioè servire a evitare che il bene si deteriori o vada perduto. Rifare un tetto che lascia passare l'acqua è conservazione; rifare il bagno con materiali migliori o ristrutturare per aumentare il valore non lo è, e segue regole diverse. Il secondo è la trascuranza altrui: la norma non premia chi si muove per primo, ma chi supplisce all'inerzia degli altri. Per questo, nella pratica, avvisare i comproprietari e documentare la loro mancata risposta cambia molto la posizione di chi anticipa. Il terzo è che il diritto è al rimborso, non al pagamento integrale da parte di uno solo: ciascun partecipante risponde in proporzione alla propria quota.

Questo articolo si affianca alle altre regole della comunione: l'uso della cosa comune è nell'art. 1102, l'amministrazione ordinaria si decide a maggioranza delle quote, e chi non condivide una gestione ha i propri strumenti. Se la spesa sia stata davvero necessaria e se ci fosse davvero trascuranza sono valutazioni di fatto, che dipendono dalle condizioni del bene, dalle comunicazioni intercorse e dalla loro prova: è esattamente il materiale da portare a un avvocato prima di chiedere il rimborso in giudizio.

Quando si applica

  • Casa ereditata tra fratelli in cui uno solo paga il rifacimento del tetto o la caldaia
  • Muro di contenimento pericolante di un terreno in comproprietà
  • Strada o vialetto di accesso comune che si sta dissestando e che nessuno vuole sistemare
  • Intervento urgente su una perdita idrica in un immobile intestato a più persone
  • Coniugi separati comproprietari dell'appartamento, con uno solo che sostiene le spese di manutenzione

Cosa questo articolo non dice

  • Non copre i miglioramenti. Ristrutturazioni, abbellimenti e opere che aumentano il valore non sono "spese necessarie per la conservazione" e non si recuperano con questo articolo.
  • Non vale se gli altri non erano inerti. Chi agisce senza avvisare, o contro una decisione della maggioranza validamente presa, non si trova nella situazione di trascuranza che la norma presuppone.
  • Non consente di farsi rimborsare l'intera somma da un solo comproprietario. Il rimborso segue le quote di ciascuno nella comunione.

Casi di esempio

Situazioni inventate, scritte per mostrare come funziona la norma. Non sono casi reali, non sono sentenze e non fanno precedente: non dicono come andrebbe a finire il tuo.

Esempio illustrativo

Tre fratelli ereditano la casa di famiglia in un paese di collina. Il tetto comincia a far passare acqua; uno dei tre chiama il lattoniere e paga l'intervento. Gli altri due, che vivono lontano e non ci vanno mai, si rifiutano di contribuire dicendo che nessuno li aveva consultati.

Come si applica la norma

La norma non premia chi si muove per primo: premia chi supplisce all'inerzia degli altri per una spesa necessaria alla conservazione del bene. Il fatto che decide è quindi doppio e verificabile per iscritto: che il tetto fosse davvero da riparare per non perdere la casa, e che gli altri fossero stati messi in condizione di provvedere e non l'abbiano fatto. Un messaggio rimasto senza risposta pesa molto più di un ricordo.

Come si sono accordate le parti

I fratelli riconoscono la spesa e la ripartiscono per quote, con rimborso rateizzato in sei mesi, e concordano che d'ora in poi ogni intervento sopra una certa soglia venga preceduto da un preventivo inviato a tutti con quindici giorni per rispondere.

Esempio illustrativo

Due ex conviventi restano comproprietari dell'appartamento acquistato insieme. Chi ci abita paga di tasca propria la sostituzione della caldaia guasta in pieno inverno e, mesi dopo, chiede all'altro metà della somma insieme a metà del costo della nuova cucina.

Come si applica la norma

Le due voci non seguono la stessa sorte. Il rimborso riguarda le spese necessarie alla conservazione della cosa, e il fatto su cui si gioca è se l'intervento serviva a evitare che il bene si deteriorasse o se ne migliorava il godimento. Una caldaia che non riscalda più sta da una parte, un rinnovo per scelta sta dall'altra.

Come si sono accordate le parti

Le parti si accordano sul rimborso della metà della caldaia entro sessanta giorni; la cucina resta a carico di chi l'ha voluta, che potrà portarla via o conteggiarla se un giorno si deciderà di vendere.

Questa è la legge. Risolviamo il tuo problema.

Racconta cosa sta succedendo. Un mediatore neutrale ascolta la tua versione e quella dell'altra parte, e vi accompagna a un accordo scritto. Nella configurazione avanzata puoi chiedere che la decisione sia motivata sul Codice Civile italiano.

È con

Oppure apri direttamente una sessione e invita l'altra parte.

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