Art. 1111 Codice Civile

Puoi sempre uscire da una comproprietà: Art. 1111 c.c.

Ciascun partecipante può sempre chiedere lo scioglimento della comunione (art. 1111 c.c.). La dilazione è fino a cinque anni, il patto dura massimo dieci anni.

Testo ufficiale Art. 1111 Codice Civile — Italia

Ciascuno dei partecipanti può sempre domandare lo scioglimento della comunione; l'autorità giudiziaria può stabilire una congrua dilazione, in ogni caso non superiore a cinque anni, se l'immediato scioglimento può pregiudicare gli interessi degli altri. Il patto di rimanere in comunione per un tempo non maggiore di dieci anni è valido e ha effetto anche per gli aventi causa dai partecipanti. Se è stato stipulato per un termine maggiore, questo si riduce a dieci anni. Se gravi circostanze lo richiedono, l'autorità giudiziaria può ordinare lo scioglimento della comunione prima del tempo convenuto.

Testo in vigore al .

Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.

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Cosa dice, in parole semplici

L'articolo 1111 afferma che nessuno è costretto a restare in comunione: ciascuno dei partecipanti può sempre domandare lo scioglimento. È una facoltà che non richiede il consenso degli altri e non deve essere motivata; se l'accordo manca, la divisione si chiede al giudice. Vale per la comproprietà ordinaria: la casa comprata insieme, il terreno intestato a più persone, il bene rimasto in comune dopo che una comunione ereditaria si è assestata.

Il "sempre" ha però tre temperamenti, tutti nel testo. Il giudice può stabilire una congrua dilazione, in ogni caso non superiore a cinque anni, se lo scioglimento immediato può pregiudicare gli interessi degli altri partecipanti. I comproprietari possono vincolarsi con un patto di rimanere in comunione, valido fino a dieci anni ed efficace anche verso i loro aventi causa: se stipulato per un periodo maggiore, il termine si riduce automaticamente a dieci anni. E, all'inverso, se gravi circostanze lo richiedono il giudice può ordinare lo scioglimento prima del tempo convenuto.

L'articolo dice che la divisione si può chiedere, non come finisce. Quando il bene è un appartamento, cioè un immobile che non si può comodamente dividere in parti, entra in gioco l'art. 720, che prevede l'assegnazione al partecipante con la quota maggiore o, in mancanza, la vendita. Sono percorsi lunghi e costosi, ed è il motivo per cui la maggior parte di queste situazioni si chiude con un accordo tra le parti: chi resta liquida chi esce, a un prezzo su cui ci si mette d'accordo. Quanto valga la quota e quale sia la strada migliore dipende dai numeri del caso concreto e va valutato con un professionista.

Quando si applica

  • Due conviventi hanno comprato casa insieme e si lasciano: uno vuole vendere, l'altro vuole restare.
  • Fratelli comproprietari di un appartamento in cui uno solo abita da anni.
  • Un terreno o un rustico intestato a tre o quattro persone che non riescono ad accordarsi su nulla.
  • Un'auto, una barca o un macchinario acquistati in comune da soci che si separano.
  • Un comproprietario blocca ogni proposta di vendita e gli altri non sanno come uscire.

Cosa questo articolo non dice

  • Non obbliga gli altri comproprietari a comprare la quota di chi vuole uscire, né fissa un prezzo: stabilisce solo che la divisione può essere domandata.
  • Non si applica alle parti comuni di un edificio in condominio, che restano indivisibili per la loro destinazione (artt. 1112 e 1119): non si può chiedere la divisione delle scale o del cortile.
  • Non regola lo scioglimento della comunione legale tra coniugi, che segue l'art. 191 per le cause di scioglimento e l'art. 194 per la divisione dei beni.
  • Non garantisce che la divisione sia immediata: il giudice può concedere una dilazione fino a cinque anni, e un patto di indivisione può vincolare fino a dieci.

Casi di esempio

Situazioni inventate, scritte per mostrare come funziona la norma. Non sono casi reali, non sono sentenze e non fanno precedente: non dicono come andrebbe a finire il tuo.

Esempio illustrativo

Due persone comprano casa insieme a metà e dopo qualche anno si lasciano. Una vorrebbe vendere e chiudere, l'altra ci vive e non intende muoversi né ha liquidità per liquidare la quota. La discussione va avanti da mesi senza approdare a nulla.

Come si applica la norma

Nessuno è obbligato a restare in comunione: la divisione si può chiedere senza motivarla e senza il consenso dell'altro. Il fatto che sposta davvero la trattativa non è il diritto di chiedere, che c'è, ma la natura del bene: un appartamento non si taglia in due, quindi le uscite possibili sono l'assegnazione a chi resta con conguaglio, oppure la vendita. Sapere questo cambia il tono della discussione, perché restringe le opzioni a due.

Come si sono accordate le parti

Le parti fanno stimare l'immobile da un tecnico scelto insieme e concordano che chi resta versi il conguaglio entro dodici mesi; se il termine scade senza pagamento, la casa va in vendita con un'agenzia scelta di comune accordo.

Esempio illustrativo

Quattro cugini ereditano un rustico con un pezzo di terra. Due vorrebbero venderlo, uno lo usa per il fine settimana, il quarto non vuole decidere nulla. Le spese di manutenzione le anticipa sempre lo stesso e il rustico si degrada.

Come si applica la norma

La facoltà di domandare lo scioglimento spetta a ciascuno, ma il testo prevede anche che il giudice possa concedere una dilazione, non oltre cinque anni, se lo scioglimento immediato pregiudicherebbe gli altri, e che un patto di indivisione valga fino a dieci anni. Il fatto da chiarire prima di tutto è dunque se tra i comproprietari esista già un accordo di restare in comune, anche informale ma documentato, perché cambia il terreno della trattativa.

Come si sono accordate le parti

I cugini firmano un accordo biennale: chi usa il rustico paga un canone d'uso agli altri e le spese correnti, e nel frattempo il bene viene messo in vendita a un prezzo minimo concordato, decorso il quale nessuno può più opporsi alla riduzione.

Lo stesso problema altrove

Gli altri ordinamenti di questa raccolta rispondono allo stesso problema quotidiano con norme proprie.

Il confronto e queste sintesi sono in inglese.

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