Esempio illustrativo
Due persone comprano casa insieme a metà e dopo qualche anno si lasciano. Una vorrebbe vendere e chiudere, l'altra ci vive e non intende muoversi né ha liquidità per liquidare la quota. La discussione va avanti da mesi senza approdare a nulla.
Nessuno è obbligato a restare in comunione: la divisione si può chiedere senza motivarla e senza il consenso dell'altro. Il fatto che sposta davvero la trattativa non è il diritto di chiedere, che c'è, ma la natura del bene: un appartamento non si taglia in due, quindi le uscite possibili sono l'assegnazione a chi resta con conguaglio, oppure la vendita. Sapere questo cambia il tono della discussione, perché restringe le opzioni a due.
Le parti fanno stimare l'immobile da un tecnico scelto insieme e concordano che chi resta versi il conguaglio entro dodici mesi; se il termine scade senza pagamento, la casa va in vendita con un'agenzia scelta di comune accordo.