Definizione del contratto di rendita perpetua - Art. 1861
Art. 1861 definisce il contratto di rendita perpetua: diritto a prestazioni periodiche perpetue in cambio di immobile o capitale. Può essere onere di donazione.
Col contratto di rendita perpetua una parte conferisce all'altra il diritto di esigere in perpetuo la prestazione periodica di una somma di danaro o di una certa quantità di altre cose fungibili, quale corrispettivo dell'alienazione di un immobile o della cessione di un capitale. La rendita perpetua può essere costituita anche quale onere dell'alienazione gratuita di un immobile o della cessione gratuita di un capitale.
Testo in vigore al .
Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.
Cosa dice, in parole semplici
Con il contratto di rendita perpetua, una parte conferisce all'altra il diritto di esigere in perpetuo prestazioni periodiche di denaro o di altre cose fungibili.
Tale diritto è il corrispettivo per l'alienazione di un immobile o per la cessione di un capitale.
La rendita perpetua può essere costituita anche come onere in una donazione, cioè come obbligo a carico del beneficiario della donazione di versare la prestazione periodica.
Quando si applica
- Una persona vende un terreno e in cambio riceve una rendita annuale perpetua in denaro.
- Un genitore dona un appartamento al figlio, imponendo come onere il pagamento mensile di una somma fissa.
- Un'azienda cede un capitale a un fondo pensione e ottiene una rendita perpetua per i propri dipendenti.
- Un testatore lascia un immobile a un ente con l'obbligo di versare una rendita perpetua a un parente.
Cosa questo articolo non dice
- L'importo della prestazione periodica (non è stabilito dall'art. 1861; è determinato dalle parti).
- Il diritto di riscatto della rendita (art. 1865 e seguenti).
- La garanzia della rendita semplice (art. 1864).
- La disciplina della rendita fondiaria (art. 1863).
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