Art. 1919 Codice Civile

Consenso per assicurazione vita altrui morte - Art. 1919

Assicurazione sulla vita di un terzo per caso di morte: serve consenso scritto del terzo o del suo legale rappresentante, altrimenti nulla.

Testo ufficiale Art. 1919 Codice Civile — Italia

L'assicurazione può essere stipulata sulla vita propria o su quella di un terzo. L'assicurazione contratta per il caso di morte di un terzo non è valida se questi o il suo legale rappresentante non dà il consenso alla conclusione del contratto. Il consenso deve essere provato per iscritto.

Testo in vigore al .

Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.

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Cosa dice, in parole semplici

L'articolo 1919 del Codice Civile regola l'assicurazione sulla vita. Si può stipulare un'assicurazione sulla propria vita o su quella di un'altra persona.

Se l'assicurazione copre il rischio di morte della persona terza (cioè se paga un indennizzo in caso di decesso di quella persona), allora il contratto è nullo a meno che la persona stessa (o il suo rappresentante legale, se minore o incapace) non abbia dato il proprio consenso per iscritto.

Il consenso deve essere provato per iscritto: non basta una dichiarazione verbale. Questa regola non si applica alle assicurazioni sulla vita che non prevedono il pagamento in caso di morte (ad esempio, assicurazioni per sopravvivenza o miste).

Quando si applica

  • Un padre vuole assicurare la propria vita: nessun consenso necessario.
  • Una moglie stipula un'assicurazione sulla vita del marito che paga solo in caso di morte del marito: serve il consenso scritto del marito.
  • Un'azienda assicura la vita di un dipendente per il caso di morte: serve il consenso scritto del dipendente.
  • Un genitore assicura la vita del figlio minorenne per il caso di morte: il consenso è dato dal genitore stesso in qualità di legale rappresentante.
  • Uno sconosciuto assicura la vita di un attore famoso per il caso di morte: senza il consenso dell'attore, il contratto è nullo.

Cosa questo articolo non dice

  • Si potrebbe pensare che qualsiasi assicurazione sulla vita di un terzo richieda il consenso – ma la regola vale solo per il caso di morte, non per polizze che pagano alla sopravvivenza o in altre circostanze.
  • Si potrebbe credere che il consenso debba essere autenticato da un notaio – invece è sufficiente una scrittura privata, purché provata per iscritto.
  • Si potrebbe ritenere che l'articolo disciplini anche la validità del beneficiario – ma la designazione del beneficiario è regolata dall'art. 1920.
  • Si potrebbe pensare che l'assicurazione sulla propria vita sia sempre valida – ma l'articolo non dice nulla sulle cause di nullità generali del contratto (es. vizio del consenso), che sono regolate altrove.

Questa è la legge. Risolviamo il tuo problema.

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