Esempio illustrativo
Un'azienda paga due volte la stessa fattura, una per bonifico e una con addebito automatico. Se ne accorge sei mesi dopo, controllando la contabilità, e chiede la restituzione; il fornitore ammette il doppio incasso ma propone di compensare con ordini futuri.
Chi ha eseguito un pagamento non dovuto ha diritto di riaverlo. Il fatto che cambia i numeri, però, è lo stato soggettivo di chi ha ricevuto: se era in mala fede, frutti e interessi decorrono dal giorno del pagamento; se era in buona fede, solo dal giorno della domanda. È la ragione pratica per cui la richiesta di restituzione conviene metterla per iscritto appena ci si accorge dell'errore.
Le parti concordano la restituzione della somma per bonifico entro trenta giorni con gli interessi dalla data della richiesta scritta, e uno sconto sul prossimo ordine come gesto commerciale.