Indebito ricevuto da incapace - Art. 2039
L'incapace che ha ricevuto pagamento indebito è tenuto alla restituzione solo nei limiti del vantaggio ottenuto, anche se in mala fede.
L'incapace che ha ricevuto l'indebito, anche in mala fede, non è tenuto che nei limiti in cui ciò che ha ricevuto è stato rivolto a suo vantaggio.
Testo in vigore al .
Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.
Cosa dice, in parole semplici
Questo articolo riguarda chi, essendo incapace (minore, interdetto, inabilitato), riceve un pagamento che non gli era dovuto. Anche se sapeva di non averne diritto (mala fede), l'obbligo di restituzione è limitato a quanto ha effettivamente usato per il proprio interesse. Se il denaro o il bene è stato speso per soddisfare un bisogno reale come cibo, cure o istruzione, si deve restituire solo quella parte. Se invece è stato dissipato senza alcun beneficio, non è tenuto a restituire nulla.
Quando si applica
- Un minore riceve un bonifico errato e lo usa per pagare la retta scolastica.
- Un interdetto riceve un assegno sbagliato e lo spende in visite mediche.
- Un incapace riceve un oggetto e lo rivende, ma il ricavato viene usato per il suo sostentamento.
- Un minore riceve denaro e lo regala a un amico; il genitore chiede la restituzione.
Cosa questo articolo non dice
- Non copre la restituzione dell'indebito ricevuto da un soggetto capace, regolata dall'art. 2033.
- Non copre il risarcimento dei danni causati dall'incapace, disciplinato dall'art. 2047.
- Non copre il caso di alienazione della cosa ricevuta, che segue l'art. 2038.
- Non copre il rimborso delle spese per miglioramenti, coperto dall'art. 2040.
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