Art. 2225 Codice Civile

Il giudice determina il corrispettivo - Art. 2225

Se il corrispettivo non e' concordato ne' determinabile da tariffe o usi, il giudice lo stabilisce in base al risultato e al lavoro necessario. (Art. 2225)

Testo ufficiale Art. 2225 Codice Civile — Italia

Il corrispettivo, se non è convenuto dalle parti e non può essere determinato secondo le tariffe professionali o gli usi, è stabilito dal giudice in relazione al risultato ottenuto e al lavoro normalmente necessario per ottenerlo.

Testo in vigore al .

Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.

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Cosa dice, in parole semplici

L'art. 2225 riguarda il contratto d'opera, cioè il caso in cui qualcuno si obbliga a compiere un lavoro o un servizio con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione: l'artigiano, il piccolo prestatore, il professionista che lavora da solo. Il problema che risolve è antico e frequentissimo: il prezzo non è mai stato messo per iscritto e a lavoro finito le due parti ricordano cifre diverse.

Il testo costruisce una scala a tre gradini, da percorrere nell'ordine. Prima viene ciò che le parti hanno convenuto: se un accordo c'è, anche verbale, vale quello. In mancanza si guarda alle tariffe professionali o agli usi, cioè ai prezzi correnti per quel tipo di prestazione in quel contesto. Solo se anche questi mancano interviene il terzo gradino: il compenso lo stabilisce il giudice.

Il criterio che il giudice deve seguire è indicato con precisione ed è doppio: il risultato ottenuto e il lavoro normalmente necessario per ottenerlo. Conta quindi sia ciò che il committente ha effettivamente ricevuto, sia l'impegno che quel risultato avrebbe ragionevolmente richiesto. L'avverbio "normalmente" è la parte che protegge chi ha commissionato il lavoro: il parametro non è il tempo che il prestatore ha materialmente impiegato, ma quello che sarebbe stato necessario a un'esecuzione ordinata. La ricostruzione di cosa fosse stato concordato è però una questione di prova, che si vince con preventivi, messaggi e documenti: raccoglierli prima di discutere è il passo più utile.

Quando si applica

  • L'idraulico o l'elettricista chiamato d'urgenza senza preventivo, che poi presenta una fattura contestata
  • Un lavoro affidato a voce, con il committente che ricorda una cifra e l'esecutore un'altra
  • Il freelance (grafico, traduttore, fotografo) che ha lavorato senza contratto scritto
  • Lavori aggiuntivi eseguiti in corso d'opera e mai formalizzati in un preventivo
  • Una riparazione che a lavoro finito costa molto più di quanto era stato accennato all'inizio

Cosa questo articolo non dice

  • Non si applica all'appalto. Quando il lavoro è eseguito da un'impresa con organizzazione dei mezzi propria, il corrispettivo e le variazioni seguono le regole dell'appalto (artt. 1655 e seguenti).
  • Non consente di non pagare perché il preventivo non c'era. L'assenza di accordo non azzera il compenso: lo fa determinare con il criterio indicato da questo articolo.
  • Non scavalca le tariffe e gli usi. Il giudice interviene solo in loro mancanza, e per le professioni intellettuali va considerato anche l'art. 2233.
  • Non riguarda la qualità dell'opera. Se il lavoro è eseguito male, il rimedio non è questo articolo ma la disciplina delle difformità e dei vizi dell'opera (art. 2226).

Casi di esempio

Situazioni inventate, scritte per mostrare come funziona la norma. Non sono casi reali, non sono sentenze e non fanno precedente: non dicono come andrebbe a finire il tuo.

Esempio illustrativo

Un idraulico viene chiamato di domenica per una perdita che sta allagando un appartamento. Nessuno parla di prezzo. A lavoro finito presenta una fattura che il cliente giudica molto alta rispetto a quanto immaginava.

Come si applica la norma

Il testo costruisce una scala da percorrere nell'ordine: prima ciò che le parti hanno convenuto, anche verbalmente; in mancanza le tariffe professionali o gli usi, cioè i prezzi correnti per quella prestazione in quel contesto; solo da ultimo la determinazione giudiziale sul risultato ottenuto e sul lavoro normalmente necessario. Il fatto che decide è se un accordo, anche solo a voce o per messaggio, sia mai esistito, perché il primo gradino chiude la questione.

Come si sono accordate le parti

Le parti concordano un importo allineato alle tariffe correnti per un intervento urgente festivo, con maggiorazione riconosciuta per l'orario, e il pagamento in due rate.

Esempio illustrativo

Un committente affida a voce a un grafico la realizzazione di un'immagine coordinata. Il lavoro cresce nel corso dei mesi con richieste aggiuntive mai messe per iscritto. Alla consegna le due parti ricordano cifre molto diverse.

Come si applica la norma

L'avverbio che protegge chi ha commissionato è “normalmente”: il parametro non è il tempo materialmente impiegato ma quello che sarebbe stato necessario a un'esecuzione ordinata, valutato insieme al risultato ottenuto. Il fatto che decide resta però probatorio: preventivi, messaggi e versioni consegnate ricostruiscono cosa era stato chiesto e quando.

Come si sono accordate le parti

Le parti ricostruiscono insieme l'elenco delle consegne effettive e concordano un compenso a corpo per il pacchetto base più un importo per ciascuna richiesta aggiuntiva documentata, saldato alla consegna dei file.

Questa è la legge. Risolviamo il tuo problema.

Racconta cosa sta succedendo. Un mediatore neutrale ascolta la tua versione e quella dell'altra parte, e vi accompagna a un accordo scritto. Nella configurazione avanzata puoi chiedere che la decisione sia motivata sul Codice Civile italiano.

È con

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