Recesso nel contratto di lavoro domestico – Art. 2244
Recesso nel lavoro domestico: si applicano art. 2118 e 2119. Preavviso minimo otto giorni, quindici se anzianità supera due anni.
Al contratto di lavoro domestico sono applicabili le norme sul recesso volontario e per giusta causa, stabilite negli articoli 2118 e 2119. Il periodo di preavviso non può essere inferiore a otto giorni o, se l'anzianità di servizio è superiore a due anni, a quindici giorni.
Testo in vigore al .
Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.
Cosa dice, in parole semplici
L'articolo 2244 richiama le regole generali sul recesso (dimissioni volontarie o licenziamento per giusta causa) degli articoli 2118 e 2119 per i contratti di lavoro domestico. Aggiunge un periodo di preavviso minimo: otto giorni, che diventano quindici se il lavoratore ha più di due anni di servizio. Il preavviso può essere più lungo se concordato, ma non inferiore a questi limiti.
Quando si applica
- Una domestica che si dimette dopo un anno di servizio: deve dare preavviso di otto giorni.
- Un datore di lavoro che licenzia una colf per giusta causa (es. furto) può farlo senza preavviso.
- Un giardiniere con cinque anni di servizio viene licenziato senza giusta causa: ha diritto a quindici giorni di preavviso.
- Una badante con meno di due anni di servizio si dimette: il preavviso è di otto giorni.
Cosa questo articolo non dice
- L'importo dell'indennità di anzianità (art. 2245).
- La definizione di 'giusta causa' (art. 2119).
- Le regole sul periodo di prova (art. 2241).
- Il diritto a vitto e alloggio durante il preavviso (art. 2242).
Questa è la legge. Risolviamo il tuo problema.
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