Trasmissibilità dell'azione - Art. 267
Art. 267 cc: se l'autore muore prima di impugnare, l'azione passa a discendenti, ascendenti o eredi, con termini dalla morte o maggiore età.
Nei casi indicati dagli articoli 265 e 266, se l'autore del riconoscimento è morto senza aver promosso l'azione, ma prima che sia scaduto il termine, l'azione può essere promossa dai discendenti, dagli ascendenti o dagli eredi. Nel caso indicato dal primo comma dell'articolo 263, se l'autore del riconoscimento è morto senza aver promosso l'azione, ma prima che sia decorso il termine previsto dal terzo comma dello stesso articolo, sono ammessi ad esercitarla in sua vece i discendenti o gli ascendenti, entro un anno decorrente dalla morte dell'autore del riconoscimento o dalla nascita del figlio se si tratta di figlio postumo o dal raggiungimento della maggiore età da parte di ciascuno dei discendenti. 223 Se il figlio riconosciuto è morto senza aver promosso l'azione di cui all'articolo 263, sono ammessi ad esercitarla in sua vece il coniuge o i discendenti nel termine di un anno che decorre dalla morte del figlio riconosciuto o dal raggiungimento della maggiore età da parte di ciascuno dei discendenti. 223 La morte dell'autore del riconoscimento o del figlio riconosciuto non impedisce l'esercizio dell'azione da parte di coloro che ne hanno interesse, nel termine di cui al quarto comma dell'articolo 263. 223 Si applicano il sesto comma dell'articolo 244 e l'articolo 245. ----------- AGGIORNAMENTO (223) Il D.Lgs. 28 dicembre 2013, n. 154 , ha disposto (con l'art. 104, comma 10) che "Fermi gli effetti del giudicato formatosi prima dell'entrata in vigore della legge 10 dicembre 2012, n. 219 , nel caso di riconoscimento di figlio annotato sull'atto di nascita prima dell'entrata in vigore del presente decreto legislativo, i termini per proporre l'azione di impugnazione, previsti dall' articolo 263 e dai commi secondo , terzo e quarto dell' articolo 267 del codice civile , decorrono dal giorno dell'entrata in vigore del medesimo decreto legislativo".
Testo in vigore al .
Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.
Cosa dice, in parole semplici
L'articolo 267 del Codice Civile disciplina cosa succede se la persona che ha riconosciuto un figlio (autore del riconoscimento) muore prima di aver potuto impugnare quel riconoscimento. In tal caso, l'azione di impugnazione può essere esercitata dai discendenti, dagli ascendenti o dagli eredi dell'autore defunto, entro i termini previsti.
Se invece è il figlio riconosciuto a morire prima di aver impugnato il riconoscimento (ai sensi dell'articolo 263), l'azione può essere esercitata dal coniuge o dai discendenti del figlio, entro un anno dalla morte del figlio o dal raggiungimento della maggiore età dei discendenti.
La norma stabilisce anche che la morte dell'autore del riconoscimento o del figlio riconosciuto non impedisce l'esercizio dell'azione da parte di chi ha interesse, entro il termine di cui al quarto comma dell'articolo 263. Si applicano inoltre le disposizioni del sesto comma dell'articolo 244 e dell'articolo 245.
Quando si applica
- Un padre riconosce un figlio e poi muore prima di aver impugnato il riconoscimento per errore. Suo figlio maggiore (discendente) può promuovere l'azione entro un anno dalla morte del padre.
- Una madre riconosce un figlio e muore senza impugnare. I suoi genitori (ascendenti) possono agire entro un anno dalla morte.
- Il figlio riconosciuto muore prima di impugnare il riconoscimento. Sua moglie (coniuge) può impugnare entro un anno dalla morte del figlio.
- Un figlio riconosciuto muore e lascia discendenti minorenni. Questi possono impugnare entro un anno dal raggiungimento della maggiore età.
- L'autore del riconoscimento muore ma il figlio è postumo. Il termine per gli aventi causa decorre dalla nascita del figlio.
Cosa questo articolo non dice
- Questa norma non riguarda l'impugnazione del riconoscimento da parte del figlio stesso (che è regolata dall'articolo 263).
- Non si applica ai casi di disconoscimento di paternità (articolo 244 e seguenti).
- Non riguarda la revoca del riconoscimento per vizio del consenso (articolo 265).
- Non disciplina la trasmissibilità dell'azione di riconoscimento (quella è altrove).
Questa è la legge. Risolviamo il tuo problema.
Racconta cosa sta succedendo. Un mediatore neutrale ascolta la tua versione e quella dell'altra parte, e vi accompagna a un accordo scritto. Nella configurazione avanzata puoi chiedere che la decisione sia motivata sul Codice Civile italiano.
Oppure apri direttamente una sessione e invita l'altra parte.
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