Art. 410 Codice Civile

Obblighi dell'amministratore di sostegno: Art. 410

L'amministratore di sostegno considera bisogni e aspirazioni del beneficiario. Non è tenuto a proseguire oltre dieci anni, salvo coniuge o parenti stretti.

Testo ufficiale Art. 410 Codice Civile — Italia

Nello svolgimento dei suoi compiti l'amministratore di sostegno deve tener conto dei bisogni e delle aspirazioni del beneficiario. L'amministratore di sostegno deve tempestivamente informare il beneficiario circa gli atti da compiere nonché il giudice tutelare in caso di dissenso con il beneficiario stesso. In caso di contrasto, di scelte o di atti dannosi ovvero di negligenza nel perseguire l'interesse o nel soddisfare i bisogni o le richieste del beneficiario, questi, il pubblico ministero o gli altri soggetti di cui all'articolo 406 possono ricorrere al giudice tutelare, che adotta con decreto motivato gli opportuni provvedimenti. L'amministratore di sostegno non è tenuto a continuare nello svolgimento dei suoi compiti oltre dieci anni, ad eccezione dei casi in cui tale incarico è rivestito dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente, dagli ascendenti o dai discendenti.

Testo in vigore al .

Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.

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Cosa dice, in parole semplici

L'articolo 410 del Codice Civile stabilisce i doveri della persona nominata amministratore di sostegno. Nello svolgimento delle proprie mansioni, l'amministratore ha l'obbligo di considerare le esigenze e i desideri del beneficiario, tenendolo tempestivamente informato sugli atti che intende compiere.

Se sorge un contrasto o un dissenso tra le parti, l'amministratore deve riferirlo al giudice tutelare. Qualora l'amministratore compia atti dannosi, evidenzi negligenza o non rispetti gli interessi e le richieste della persona assistita, il beneficiario stesso, il pubblico ministero o gli altri soggetti indicati dall'articolo 406 possono rivolgersi al giudice tutelare, che decide con decreto motivato sui provvedimenti da adottare.

Infine, l'amministratore di sostegno non ha l'obbligo di proseguire l'incarico oltre dieci anni. Questa deroga al prosieguo non si applica nei casi in cui il ruolo sia coperto dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente, dagli ascendenti o dai discendenti.

Quando si applica

  • L'amministratore di sostegno deve informare il beneficiario prima di procedere a una spesa o a un atto di straordinaria amministrazione.
  • Il beneficiario ed esprime disaccordo su una scelta patrimoniale e l'amministratore segnala la questione al giudice tutelare.
  • Un amministratore esterno alla famiglia chiede di cessare le proprie funzioni dopo dieci anni di attività.
  • Il beneficiario o un suo familiare si rivolge al giudice tutelare contestando la negligenza dell'amministratore nella gestione quotidiana.

Cosa questo articolo non dice

  • La scelta e i criteri di designazione dell'amministratore di sostegno, disciplinati dall'articolo 408.
  • L'invalidità o l'annullamento degli atti compiuti in violazione della legge, disciplinati dall'articolo 412.
  • I casi e la procedura per la revoca dell'amministrazione di sostegno, regolati dall'articolo 413.

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