Obbligo alimentare tra adottante e adottato - Art. 436
L'adottante ha obbligo di prestare gli alimenti al figlio adottivo con precedenza sui genitori biologici, secondo l'art. 436 del Codice Civile.
Obbligo tra adottante e adottato. Lo adottante deve gli alimenti al figlio adottivo con precedenza sui genitori ... di lui.
Testo in vigore al .
Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.
Cosa dice, in parole semplici
Questa norma disciplina l'obbligo alimentare nell'adozione: l'adottante deve fornire gli alimenti al figlio adottivo prima dei genitori biologici di quest'ultimo. Per 'alimenti' si intende il sostentamento necessario (vitto, alloggio, vestiario, istruzione, ecc.) secondo le capacità economiche dell'obbligato.
L'obbligo dell'adottante è prioritario rispetto a quello dei genitori naturali: solo se l'adottante non può o non adempie, i genitori biologici sono tenuti. La norma non fissa l'importo o la durata, che sono regolati dagli articoli successivi (438 e seguenti) in base allo stato di bisogno e alle condizioni patrimoniali.
Quando si applica
- Un bambino adottato da una coppia: l'adottante deve mantenerlo anche se i genitori biologici sono benestanti.
- Un figlio adottivo maggiorenne che studia e non lavora: l'adottante ha l'obbligo di fornirgli gli alimenti prima dei genitori naturali.
- In caso di separazione dell'adottante, l'obbligo verso il figlio adottivo resta intatto e prevale su quello dei genitori biologici.
- Se l'adottante muore o diventa incapace, i genitori biologici subentrano nell'obbligo alimentare verso il figlio adottivo.
Cosa questo articolo non dice
- Non stabilisce l'importo degli alimenti (lo fa l'art. 438).
- Non regola l'obbligo del figlio adottivo verso l'adottante (l'ordine generale è all'art. 433).
- Non si applica all'adozione di persone maggiorenni (disciplinata dalla legge speciale sull'adozione).
- Non determina la priorità tra l'adottante e altri obbligati come fratelli o ascendenti (l'ordine completo è nell'art. 433).
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