Art. 433 Codice Civile

Art. 433 Codice Civile — Chi è obbligato a prestare gli alimenti

Art. 433 c.c.: l'ordine dei parenti tenuti agli alimenti, dal coniuge ai figli fino a fratelli e sorelle. Testo ufficiale e spiegazione.

Testo ufficiale Art. 433 Codice Civile — Italia

Persone obbligate. All'obbligo di prestare gli alimenti sono tenuti, nell'ordine: 1) il coniuge; 2) i figli, anche adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi; 3) i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi; gli adottanti; 4) i generi e le nuore; 5) il suocero e la suocera; 6) i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali.(216) -------------- AGGIORNAMENTO (216) La L. 10 dicembre 2012, n. 219 ha disposto (con l'art. 1, comma 11) che "Nel codice civile , le parole: «figli legittimi» e «figli naturali», ovunque ricorrono, sono sostituite dalla seguente: «figli»."

Testo in vigore al .

Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.

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Cosa dice, in parole semplici

L'art. 433 non dice quando gli alimenti sono dovuti né quanto: dice chi li deve, e in quale ordine. L'elenco è numerato e tassativo: coniuge; figli, anche adottivi, e in loro mancanza i discendenti prossimi; genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi, e gli adottanti; generi e nuore; suocero e suocera; fratelli e sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali.

Le parole "nell'ordine" e "in loro mancanza" sono la chiave. Non si tratta di un gruppo di persone tutte obbligate insieme: è una sequenza. Si passa alla categoria successiva quando la precedente manca. È il motivo per cui un fratello viene chiamato in causa solo all'ultimo posto della lista, dopo il coniuge, i discendenti, gli ascendenti e gli affini indicati ai numeri 4 e 5, e per cui i fratelli germani precedono gli unilaterali.

Questo articolo va letto insieme a quelli che lo seguono, perché da solo non risolve un caso. Il presupposto — lo stato di bisogno di chi chiede e l'impossibilità di provvedere al proprio mantenimento — e la misura, proporzionata al bisogno di chi domanda e alle condizioni economiche di chi deve somministrarli, stanno nell'art. 438. La ripartizione tra più obbligati dello stesso grado è nell'art. 441, l'ordine tra più obbligati nell'art. 442, il modo di adempiere nell'art. 443. Quando l'obbligo scatti davvero e in che misura dipende da redditi, patrimoni e bisogni concreti: è una verifica da fare con un legale prima di scrivere lettere ai parenti.

Quando si applica

  • Un genitore anziano non autosufficiente e i figli che discutono su chi contribuisce alla retta della casa di riposo
  • Un fratello rimasto senza reddito e senza casa che chiede aiuto agli altri fratelli
  • Un coniuge separato in stato di bisogno che si rivolge ai figli maggiorenni
  • Un genitore che chiede il contributo di un figlio con cui non ha più rapporti da anni
  • Rapporti tra suoceri, generi e nuore quando una delle famiglie non ha più mezzi

Cosa questo articolo non dice

  • Gli alimenti non sono il mantenimento. Coprono quanto necessario per vivere secondo il criterio dell'art. 438, non il mantenimento del tenore di vita precedente.
  • Non dice quanto si paga né come si dividono le quote tra più obbligati: la misura è nell'art. 438, la ripartizione nell'art. 441, le modalità di adempimento nell'art. 443.
  • Non è la fonte degli obblighi verso una struttura sanitaria o assistenziale. Il contratto firmato con una RSA e i rapporti con il Comune e con il servizio sanitario seguono regole proprie, distinte dall'obbligo alimentare tra parenti.
  • Non riguarda l'assegno di mantenimento o divorzile tra coniugi separati o divorziati, che ha fondamento e criteri diversi.

Casi di esempio

Situazioni inventate, scritte per mostrare come funziona la norma. Non sono casi reali, non sono sentenze e non fanno precedente: non dicono come andrebbe a finire il tuo.

Esempio illustrativo

Un genitore anziano non è più autosufficiente e la pensione non basta a coprire la retta della struttura in cui vive. Ha tre figli: uno se ne occupa e anticipa le somme, gli altri due non partecipano e dicono che dovrebbe pensarci lo Stato.

Come si applica la norma

L'articolo non dice quando gli alimenti sono dovuti né quanto: dice chi li deve e in quale ordine, e i figli vengono subito dopo il coniuge. Il fatto che decide se l'obbligo sia attuale non sta qui ma nei presupposti: lo stato di bisogno di chi chiede e l'impossibilità di provvedere da sé, mentre la misura si proporziona al bisogno e alle condizioni economiche di chi deve somministrarli.

Come si sono accordate le parti

I fratelli concordano una ripartizione della differenza tra pensione e retta in proporzione ai rispettivi redditi dichiarati, con bonifico mensile su un conto dedicato e revisione annuale.

Esempio illustrativo

Una persona rimasta senza reddito e senza casa chiede aiuto ai fratelli, che rispondono di non essere tenuti perché ci sono ancora i genitori, pensionati ma in condizioni modeste.

Come si applica la norma

Le parole “nell'ordine” e “in loro mancanza” sono la chiave: non si tratta di un gruppo di obbligati insieme, ma di una sequenza in cui si passa alla categoria successiva quando la precedente manca. I fratelli sono all'ultimo posto della lista, dopo coniuge, discendenti, ascendenti e gli affini indicati dal testo. Il fatto che decide è quindi la posizione nella scala e la reale possibilità di chi precede.

Come si sono accordate le parti

I familiari concordano un contributo temporaneo di sei mesi a carico dei fratelli, integrativo di quanto i genitori possono dare, per il tempo necessario a trovare un impiego e una sistemazione.

Questa è la legge. Risolviamo il tuo problema.

Racconta cosa sta succedendo. Un mediatore neutrale ascolta la tua versione e quella dell'altra parte, e vi accompagna a un accordo scritto. Nella configurazione avanzata puoi chiedere che la decisione sia motivata sul Codice Civile italiano.

È con

Oppure apri direttamente una sessione e invita l'altra parte.

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