Art. 538 Codice Civile

Riserva per ascendenti: un terzo del patrimonio - Art. 538

Se il defunto non lascia figli ma ascendenti, a questi è riservato un terzo del patrimonio. I richiami agli artt. 545 e 546 sono incostituzionali.

Testo ufficiale Art. 538 Codice Civile — Italia

Riserva a favore degli ascendenti ... . Se chi muore non lascia figli ... , ma ascendenti ... , a favore di questi è riservato un terzo del patrimonio, salvo quanto disposto dall'articolo 544.(216) In caso di pluralità di ascendenti, la riserva è ripartita tra i medesimi secondo i criteri previsti dall'articolo 569. -------------- AGGIORNAMENTO (30) La Corte Costituzionale, con sentenza 16 - 30 aprile 1973, n. 50 (in G.U. 1a s.s. 9/5/1973, n. 119), ha dichiarato l'illegittimità costituzionale, "in applicazione dell' art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 , degli artt. 545 e 546 del codice civile e, conseguentemente, degli artt. 538, 539 e 540 dello stesso codice nelle parti in cui fanno richiamo ai predetti artt. 545 e 546". -------------- AGGIORNAMENTO (216) La L. 10 dicembre 2012, n. 219 ha disposto (con l'art. 1, comma 11) che "Nel codice civile , le parole: «figli legittimi» e «figli naturali», ovunque ricorrono, sono sostituite dalla seguente: «figli»."

Testo in vigore al .

Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.

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Cosa dice, in parole semplici

Se una persona muore senza figli (né legittimi né naturali, oggi semplicemente figli), ma con ascendenti (genitori, nonni, ecc.), la legge riserva a questi ultimi un terzo del patrimonio. Il resto è liberamente disponibile per testamento.

Quando gli ascendenti sono più di uno, il terzo si divide tra di loro secondo i criteri dell'art. 569: gli ascendenti di grado più vicino escludono quelli di grado più lontano, e tra pari grado si ripartisce in parti uguali.

Attenzione: l'articolo richiamava gli artt. 545 e 546, ma la Corte Costituzionale nel 1973 ne ha dichiarato l'illegittimità costituzionale. Inoltre, la riforma del 2012 ha uniformato la terminologia a «figli».

Quando si applica

  • Un uomo muore senza figli. Ha ancora entrambi i genitori in vita: il terzo del patrimonio è riservato a loro.
  • Una donna muore senza figli. Il padre è morto, ma la madre e la nonna materna sono vive: il terzo spetta solo alla madre, che è ascendente di grado più vicino.
  • Una persona muore senza figli e senza coniuge, ma con i genitori e un fratello. Il fratello non è ascendente: il terzo va ai genitori, il resto può essere lasciato ad altri.
  • Un de cuius non ha figli, ma ha ascendenti e anche un coniuge superstite: si applica l'art. 544, che modifica la quota riservata.
  • Muore una persona senza figli, con due nonni (paterno e materno) e nessun genitore. I nonni sono ascendenti di pari grado: il terzo si divide in parti uguali tra loro.

Cosa questo articolo non dice

  • Non regola il caso in cui il defunto abbia figli: in quel caso si applica l'art. 537 (riserva a favore dei figli).
  • Non stabilisce che gli ascendenti ereditino l'intero patrimonio: solo un terzo è riservato, il resto è libero.
  • Non attribuisce alcun diritto ai fratelli o sorelle del defunto, che non sono ascendenti.
  • Non tiene conto della presenza di un coniuge superstite senza rinviare all'art. 544 per le quote combinate.

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