Art. 536 Codice Civile

Legittimari: coniuge, figli e ascendenti (Art. 536)

L'art. 536 c.c. elenca i legittimari: coniuge, figli (anche adottivi), ascendenti e discendenti dei figli, a cui spetta una quota riservata di eredità.

Testo ufficiale Art. 536 Codice Civile — Italia

Legittimari. Le persone a favore delle quali la legge riserva una quota di eredità o altri diritti nella successione sono: il coniuge, i figli, gli ascendenti. Ai figli ... sono equiparati ... gli adottivi. A favore dei discendenti dei figli ... , i quali vengono alla successione in luogo di questi, la legge riserva gli stessi diritti che sono riservati ai figli ... .

  • (216) --------------- AGGIORNAMENTO (216) La L. 10 dicembre 2012, n. 219 ha disposto (con l'art. 1, comma 11) che "Nel codice civile , le parole: «figli legittimi» e «figli naturali», ovunque ricorrono, sono sostituite dalla seguente: «figli»."

Testo in vigore al .

Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.

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Cosa dice, in parole semplici

L'art. 536 individua le persone a favore delle quali la legge riserva una quota di eredità o altri diritti nella successione: il coniuge, i figli, gli ascendenti. Sono i legittimari, e la loro posizione è particolare perché la quota che spetta loro non dipende dalla volontà del defunto: resiste al testamento e alle donazioni fatte in vita.

L'articolo aggiunge due precisazioni. La prima è l'equiparazione: ai figli sono equiparati gli adottivi. La seconda riguarda la rappresentazione: a favore dei discendenti dei figli che vengono alla successione in luogo di questi — tipicamente i nipoti quando il figlio è premorto — la legge riserva gli stessi diritti riservati ai figli.

Qui finisce quello che l'articolo dice, ed è importante sapere cosa non dice. Non dice quanto spetta a ciascuno: le quote sono negli articoli seguenti e cambiano a seconda di chi concorre, per esempio l'art. 540 per il coniuge e l'art. 542 quando concorrono coniuge e figli. Non dice che gli ascendenti ereditano sempre: la loro riserva opera solo quando non ci sono figli. E non rende nullo il testamento che li pretermette: chi è stato leso deve agire con l'azione di riduzione, disciplinata dagli artt. 553 e seguenti, entro i termini previsti. Calcolare la lesione richiede di ricostruire il patrimonio ereditario tenendo conto anche delle donazioni: è un'operazione tecnica da affidare a un professionista.

Quando si applica

  • Un genitore che con il testamento lascia tutto a un solo figlio, escludendo gli altri
  • Donazioni fatte in vita a un figlio o a un terzo che riducono quasi a zero l'eredità da dividere
  • Un testamento a favore del convivente o di un amico, con coniuge e figli esclusi
  • Il nipote che subentra al posto del padre premorto nella successione del nonno
  • Il coniuge separato senza addebito che si trova escluso dalle disposizioni testamentarie

Cosa questo articolo non dice

  • Non include i fratelli, i nipoti collaterali e i conviventi di fatto: non sono legittimari, e nessuna quota è riservata loro dalla legge.
  • Non indica le quote. Quanto spetta a ciascun legittimario dipende da chi concorre alla successione e sta negli articoli successivi, come gli artt. 540 e 542.
  • Non rende nullo il testamento che lede la legittima. Il testamento resta efficace finché il legittimario non agisce con l'azione di riduzione (artt. 553 e seguenti): non c'è alcun automatismo.
  • Non limita il calcolo a ciò che il defunto ha lasciato alla morte. Per verificare se la legittima è stata lesa si considerano anche le donazioni fatte in vita, secondo il meccanismo dell'art. 556.

Casi di esempio

Situazioni inventate, scritte per mostrare come funziona la norma. Non sono casi reali, non sono sentenze e non fanno precedente: non dicono come andrebbe a finire il tuo.

Esempio illustrativo

Un genitore lascia con testamento l'intero patrimonio a uno solo dei tre figli, motivando la scelta con il fatto che gli altri due vivono lontano. Alla lettura del testamento i due esclusi chiedono se possano fare qualcosa.

Come si applica la norma

Coniuge, figli e ascendenti sono legittimari: la quota riservata loro non dipende dalla volontà del defunto e resiste al testamento e alle donazioni in vita. Ma l'articolo non rende nullo il testamento che li pretermette: il fatto che decide, in concreto, è se ci sia una lesione da far valere e con quale azione, perché la strada è quella della riduzione e ha termini propri.

Come si sono accordate le parti

I fratelli concordano una perizia sul valore dell'asse e la liquidazione ai due esclusi di una somma corrispondente alla quota riservata, rateizzata in tre anni, lasciando l'immobile a chi era stato indicato nel testamento.

Esempio illustrativo

Un nonno lascia tutto ai due figli viventi; il terzo figlio era morto anni prima lasciando una figlia, che si vede esclusa e si sente dire che i nipoti non contano.

Come si applica la norma

Il testo prevede espressamente che, a favore dei discendenti dei figli che vengono alla successione in luogo di questi, la legge riservi gli stessi diritti riservati ai figli. Il fatto che decide è quindi la premorienza del genitore e il subentro per rappresentazione, non il grado di parentela in astratto.

Come si sono accordate le parti

Gli eredi riconoscono alla nipote la quota corrispondente a quella che sarebbe spettata al padre, attribuendole un immobile dell'asse con conguaglio in denaro a favore degli altri.

Questa è la legge. Risolviamo il tuo problema.

Racconta cosa sta succedendo. Un mediatore neutrale ascolta la tua versione e quella dell'altra parte, e vi accompagna a un accordo scritto. Nella configurazione avanzata puoi chiedere che la decisione sia motivata sul Codice Civile italiano.

È con

Oppure apri direttamente una sessione e invita l'altra parte.

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