Art. 908 Codice Civile

Divieto di scarico acque piovane sul vicino Art. 908

L'articolo 908 obbliga a costruire i tetti affinché le acque piovane scolino nel proprio terreno e ne vieta lo scarico nel fondo del vicino.

Testo ufficiale Art. 908 Codice Civile — Italia

Il proprietario deve costruire i tetti in maniera che le acque piovane scolino nel suo terreno e non può farle cadere nel fondo del vicino. Se esistono pubblici colatoi, deve provvedere affinché le acque piovane vi siano immesse con gronde o canali. Si osservano in ogni caso i regolamenti locali e le leggi sulla polizia idraulica.

Testo in vigore al .

Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.

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Cosa dice, in parole semplici

Chi possiede un edificio deve realizzare il tetto in modo che l'acqua piovana cada interamente all'interno del proprio terreno. È vietato strutturare la copertura o i canali di gronda per far scorrere o cadere la pioggia sulla proprietà confinante.

Quando nella zona sono presenti colatoi pubblici, il proprietario ha l'obbligo di incanalare le acque piovane mediante grondaie o tubature per immetterle nella rete pubblica. Resta sempre fermo il rispetto delle norme comunali e delle leggi sulla polizia idraulica.

Quando si applica

  • Installazione delle grondaie di un immobile affinché l'acqua della pioggia non cada nel cortile del vicino.
  • Costruzione del tetto di un garage con pendenza rivolta esclusivamente verso il proprio terreno.
  • Allacciamento dei canali di scolo delle acque piovane ai colatoi pubblici del comune.

Cosa questo articolo non dice

  • Deflusso naturale delle acque tra fondi posti a livelli differenti senza opere dell'uomo.
  • Danni causati da infiltrazioni provenienti da tubature private rotte all'interno della casa del vicino.
  • Proprietà e utilizzazione delle sorgenti d'acqua naturali affioranti sul terreno.

Questa è la legge. Risolviamo il tuo problema.

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