Art. 1223 Codice Civile

Danno emergente e lucro cessante: Art. 1223 c.c.

Art. 1223 c.c.: il risarcimento include la perdita subita (danno emergente) e il mancato guadagno (lucro cessante) se conseguenza immediata e diretta.

Testo ufficiale Art. 1223 Codice Civile — Italia

Il risarcimento del danno per l'inadempimento o per il ritardo deve comprendere così la perdita subita dal creditore come il mancato guadagno, in quanto ne siano conseguenza immediata e diretta.

Testo in vigore al .

Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.

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Cosa dice, in parole semplici

L'articolo 1223 dice che cosa entra nel conto quando qualcuno non adempie o adempie in ritardo. Le voci sono due: la perdita subita dal creditore - quello che in pratica si chiama danno emergente, cioè l'impoverimento già avvenuto - e il mancato guadagno, il lucro cessante, cioè il guadagno che si sarebbe ottenuto e che è saltato. Sono entrambe risarcibili, e questo è il motivo per cui la richiesta non si ferma alla fattura pagata due volte o al costo della riparazione.

L'inciso finale è il filtro che ridimensiona molte richieste: le voci si risarciscono "in quanto ne siano conseguenza immediata e diretta". Non tutto ciò che segue cronologicamente all'inadempimento è risarcibile: la catena degli effetti va tagliata al punto in cui il collegamento causale diventa indiretto. È la ragione per cui un fornitore in ritardo può dover rispondere della commessa persa, ma non di tutto ciò che è andato storto nell'azienda nei sei mesi successivi.

L'articolo va letto insieme a quelli che lo circondano: l'art. 1225 limita il risarcimento al danno prevedibile nel tempo in cui è sorta l'obbligazione, salvo il caso di dolo; l'art. 1226 consente al giudice la valutazione equitativa quando il danno è certo ma non può essere provato nel suo preciso ammontare; l'art. 1227 riduce o esclude il risarcimento se il creditore ha concorso a causare il danno o non lo ha evitato usando l'ordinaria diligenza. L'art. 2056 richiama poi l'art. 1223 anche per il danno da fatto illecito, per cui gli stessi criteri valgono fuori dal contratto. Quanto valga in concreto una voce di danno dipende dai documenti che la sostengono e va verificato con un professionista.

Quando si applica

  • Un'impresa abbandona i lavori a metà: si chiede il costo per farli completare da un'altra e i canoni persi nei mesi di ritardo.
  • Una fornitura arriva in ritardo e fa saltare una commessa già acquisita.
  • Un immobile viene riconsegnato danneggiato: si chiedono il ripristino e i mesi in cui non è stato affittabile.
  • Un contratto salta e una parte ha già sostenuto spese di progettazione, trasferte o anticipi.
  • Un veicolo danneggiato costa la riparazione più i giorni di fermo tecnico.

Cosa questo articolo non dice

  • Non copre le conseguenze remote: la formula "conseguenza immediata e diretta" esclude gli effetti a catena più lontani, anche se cronologicamente successivi all'inadempimento.
  • Non risarcisce di per sé il fastidio, lo stress o il tempo perso: il danno non patrimoniale in ambito contrattuale ha presupposti propri e non discende da questo articolo.
  • Non fissa importi, percentuali o tabelle: indica quali voci sono risarcibili, non quanto valgono.
  • Non esonera dall'onere della prova: la valutazione equitativa dell'art. 1226 interviene solo quando l'esistenza del danno è certa ma il suo preciso ammontare non è dimostrabile.

Casi di esempio

Situazioni inventate, scritte per mostrare come funziona la norma. Non sono casi reali, non sono sentenze e non fanno precedente: non dicono come andrebbe a finire il tuo.

Esempio illustrativo

Un'impresa abbandona a metà la ristrutturazione di un appartamento destinato all'affitto. Il proprietario chiede il maggior costo per far finire i lavori a un'altra impresa, i canoni persi in quattro mesi, e anche la parcella del commercialista e il disagio patito.

Come si applica la norma

Le voci risarcibili sono due, la perdita subita e il mancato guadagno, ma solo in quanto conseguenza immediata e diretta dell'inadempimento. Il fatto che seleziona il conto è dunque la catena causale, non la cronologia: il sovrapprezzo per completare e i canoni del periodo di ritardo stanno vicini all'inadempimento, mentre gli effetti a valle vanno dimostrati uno per uno.

Come si sono accordate le parti

Le parti si accordano sul rimborso del differenziale documentato tra i due preventivi e su tre mensilità di canone, rinunciando reciprocamente a ogni altra voce.

Esempio illustrativo

Un fornitore consegna in ritardo un macchinario e il committente perde una commessa già firmata. Chiede il margine di quella commessa e, in più, il calo di fatturato dei sei mesi successivi.

Come si applica la norma

Il lucro cessante è risarcibile, ma il filtro è quello della conseguenza immediata e diretta. Il fatto da provare non è che l'azienda sia andata peggio, bensì il collegamento tra il ritardo e quella specifica commessa perduta: contratto, disdetta e margine documentati stanno da una parte, l'andamento generale dei mesi seguenti dall'altra.

Come si sono accordate le parti

Le parti concordano il ristoro del margine della commessa persa come da contratto esibito, con pagamento in due tranche, e chiudono ogni pretesa sull'andamento successivo.

Questa è la legge. Risolviamo il tuo problema.

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