Art. 1609 Codice Civile

Art. 1609 Codice Civile — Piccole riparazioni a carico dell'inquilino

Art. 1609 c.c.: sono a carico dell'inquilino solo le riparazioni dovute all'uso, non quelle da vetustà o caso fortuito. Testo e spiegazione.

Testo ufficiale Art. 1609 Codice Civile — Italia

Le riparazioni di piccola manutenzione, che a norma dell'art. 1576 devono essere eseguite dall'inquilino a sue spese, sono quelle dipendenti da deterioramenti prodotti dall'uso, e non quelle dipendenti da vetustà o da caso fortuito. Le suddette riparazioni, in mancanza di patto, sono determinate dagli usi locali.

Testo in vigore al .

Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.

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Cosa dice, in parole semplici

L'art. 1609 non elenca le riparazioni: dà il criterio per riconoscerle. Le piccole riparazioni che l'art. 1576 mette a carico del conduttore sono quelle dipendenti da deterioramenti prodotti dall'uso, e non quelle dipendenti da vetustà o da caso fortuito. Sono quindi tre categorie diverse, e la lite quasi sempre nasce dal decidere in quale ricade il guasto: usura da uso quotidiano (inquilino), invecchiamento del componente arrivato a fine vita (proprietario), evento fortuito come una grandinata o un fulmine (proprietario).

Il secondo comma dice dove cercare l'elenco quando le parti non ci hanno pensato: in mancanza di patto, le piccole riparazioni sono determinate dagli usi locali. Questo significa due cose pratiche. La prima è che un contratto ben scritto può elencare voce per voce cosa spetta a chi, e quell'elenco viene prima. La seconda è che, senza clausola, il riferimento sono le consuetudini della zona, spesso raccolte nelle tabelle degli usi delle Camere di Commercio o negli accordi territoriali.

Il confine tra usura e vetustà è la ragione per cui gli stessi oggetti compaiono in entrambe le liste a seconda del caso concreto: la stessa caldaia genera una manutenzione ordinaria a carico di chi la usa e una sostituzione a fine vita a carico del proprietario. Stabilire da quale delle due cause dipenda un guasto è una valutazione tecnica, che conviene documentare con foto e con il parere di chi esegue l'intervento prima di aprire una discussione sul deposito cauzionale.

Quando si applica

  • La guarnizione del rubinetto o il galleggiante della cassetta del wc che perdono dopo un anno di uso
  • La caldaia: manutenzione annuale e pulizia da un lato, sostituzione dell'apparecchio a fine vita dall'altro
  • La tapparella che si blocca per usura del nastro, e quella danneggiata da una grandinata
  • Le tubature vecchie che cominciano a perdere in un immobile non ristrutturato da decenni
  • La discussione sulla trattenuta dal deposito cauzionale alla riconsegna delle chiavi

Cosa questo articolo non dice

  • Non contiene un elenco. Chi cerca nel codice la lista delle piccole riparazioni non la trova: il testo rinvia al patto tra le parti e, in mancanza, agli usi locali.
  • Non mette a carico dell'inquilino le sostituzioni dovute a vetustà, cioè al normale invecchiamento di impianti e componenti, né i danni da caso fortuito.
  • Non riguarda i danni causati per colpa o negligenza del conduttore o delle persone che ospita: quelli seguono le regole sulla perdita e sul deterioramento della cosa locata (art. 1588).
  • Non regola le spese condominiali né la restituzione del deposito cauzionale, che dipendono dal contratto e da altre norme.

Casi di esempio

Situazioni inventate, scritte per mostrare come funziona la norma. Non sono casi reali, non sono sentenze e non fanno precedente: non dicono come andrebbe a finire il tuo.

Esempio illustrativo

In un appartamento affittato da tre anni si blocca una tapparella: il nastro è consumato dall'uso quotidiano. Nella stessa settimana una grandinata danneggia la tapparella di un'altra stanza. Il proprietario chiede all'inquilino di pagare entrambe le riparazioni.

Come si applica la norma

Il criterio è uno solo e distingue tre categorie: sono a carico dell'inquilino le riparazioni dipendenti da deterioramenti prodotti dall'uso, non quelle dipendenti da vetustà o da caso fortuito. Il fatto che decide, voce per voce, è la causa del guasto: il nastro logoro da apertura quotidiana e il danno da grandine finiscono in categorie diverse anche se riguardano lo stesso tipo di manufatto.

Come si sono accordate le parti

Le parti si accordano perché l'inquilino paghi la sostituzione del nastro e il proprietario la riparazione della tapparella danneggiata dalla grandine, con un unico intervento e fatture separate.

Esempio illustrativo

Alla riconsegna delle chiavi si discute della caldaia, che ha vent'anni e si è fermata definitivamente due mesi prima della fine del contratto. Il proprietario vuole trattenere parte della cauzione perché l'inquilino non ha mai fatto la manutenzione annuale.

Come si applica la norma

La stessa apparecchiatura può generare voci di categoria diversa: la manutenzione periodica dipende dall'uso, la sostituzione a fine vita dipende dalla vetustà. Il fatto che separa le due cose è la causa del fermo, ed è una valutazione tecnica che il tecnico intervenuto può mettere per iscritto. Il secondo comma aggiunge che, in mancanza di patto, l'elenco lo danno gli usi locali: se il contratto dettaglia le voci, quell'elenco viene prima.

Come si sono accordate le parti

Le parti concordano la trattenuta del costo dei controlli annuali non effettuati e nessuna trattenuta per la sostituzione dell'apparecchio, con restituzione del resto della cauzione entro trenta giorni.

Questa è la legge. Risolviamo il tuo problema.

Racconta cosa sta succedendo. Un mediatore neutrale ascolta la tua versione e quella dell'altra parte, e vi accompagna a un accordo scritto. Nella configurazione avanzata puoi chiedere che la decisione sia motivata sul Codice Civile italiano.

È con

Oppure apri direttamente una sessione e invita l'altra parte.

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