Art. 2051 Codice Civile

Responsabile del danno da cose in custodia: Art. 2051

Art. 2051 c.c.: responsabilità del custode per danno da cose in custodia, salvo prova del caso fortuito. Testo e spiegazione.

Testo ufficiale Art. 2051 Codice Civile — Italia

Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito.

Testo in vigore al .

Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.

Leggi questo articolo sulla fonte ufficiale →

Cosa dice, in parole semplici

L'articolo 2051 sta in una riga ma sposta l'onere della prova, ed è questo che lo rende così usato. Nella responsabilità generale dell'art. 2043 chi ha subito il danno deve dimostrare la colpa di chi lo ha causato. Qui no: chi ha subito il danno deve provare che il danno c'è stato e che deriva causalmente da una cosa; sta poi al custode liberarsi, e può farlo solo provando il caso fortuito.

La parola chiave è custodia, non proprietà. Risponde chi ha il potere effettivo di governo e controllo sulla cosa: può essere il proprietario, ma anche il condominio per le parti comuni, l'ente proprietario di una strada, il conduttore per ciò che ha nella propria disponibilità. Nei rapporti di locazione, in particolare, la custodia delle parti dell'immobile in uso al conduttore è normalmente sua, mentre gli impianti strutturali restano tipicamente in capo al proprietario: è una ripartizione che dipende dai fatti e dal contratto.

Il caso fortuito è l'unica via d'uscita prevista dal testo, ed è una prova esigente: serve un fattore esterno, imprevedibile e inevitabile, che abbia interrotto il legame tra la cosa e il danno. La giurisprudenza vi riconduce anche il fatto del terzo e il fatto dello stesso danneggiato quando ha carattere assorbente, e il concorso di colpa di chi ha subito il danno rileva comunque ai sensi dell'art. 1227. Attorno a questo articolo ruotano quasi tutte le liti da infiltrazione e da caduta: se c'è una polizza assicurativa coinvolta - condominiale o del singolo - va attivata subito, e la ricostruzione tecnica dell'origine del danno è spesso decisiva.

Quando si applica

  • Infiltrazioni d'acqua dall'appartamento o dalla terrazza sovrastante che danneggiano il soffitto sottostante.
  • Caduta su un gradino sconnesso, su un pavimento bagnato o al buio nelle parti comuni di un condominio.
  • Un ramo o un albero cadono su un'auto parcheggiata.
  • Un cancello automatico o una porta a chiusura automatica colpiscono qualcuno.
  • Una perdita dalla colonna condominiale allaga un negozio o un magazzino al piano terra.

Cosa questo articolo non dice

  • Non copre il danno provocato dalla condotta di una persona: se la cosa non ha avuto un ruolo causale, si torna alla responsabilità generale dell'art. 2043.
  • Non è una responsabilità del proprietario in quanto tale: risponde chi ha la custodia, e in un immobile locato la ripartizione tra proprietario e conduttore dipende dai fatti e dal contratto.
  • Non è automatica: se la vera causa del danno è stata la condotta imprudente di chi lo ha subito, questo rileva come caso fortuito o come concorso ai sensi dell'art. 1227.
  • Non riguarda i danni causati da animali (art. 2052) né la rovina di edificio dovuta a vizio di costruzione o difetto di manutenzione (art. 2053), che hanno norme proprie.

Casi di esempio

Situazioni inventate, scritte per mostrare come funziona la norma. Non sono casi reali, non sono sentenze e non fanno precedente: non dicono come andrebbe a finire il tuo.

Esempio illustrativo

Da un appartamento arriva acqua nel soffitto di quello sottostante. L'idraulico individua una perdita nel raccordo della lavatrice, posata dall'inquilino. Il danneggiato scrive al proprietario dell'appartamento di sopra, che risponde di non abitarci da anni.

Come si applica la norma

Chi ha subito il danno deve provare che deriva causalmente da una cosa; sta poi al custode liberarsi, e può farlo solo provando il caso fortuito. La parola chiave però è custodia, non proprietà: risponde chi ha il potere effettivo di governo sulla cosa. Il fatto che decide è quindi da quale elemento provenga l'acqua, perché ciò che è nella disponibilità di chi abita e ciò che appartiene alla struttura dell'edificio ricadono su soggetti diversi.

Come si sono accordate le parti

Le parti concordano che l'inquilino faccia sostituire il raccordo e che la propria polizza copra il ripristino del soffitto sottostante, con sopralluogo congiunto del perito entro dieci giorni.

Esempio illustrativo

Una persona scivola su un gradino sconnesso nell'androne di un condominio, in una fascia oraria in cui la luce di scala non funzionava. Il condominio sostiene che il difetto era visibile e che bastava fare attenzione.

Come si applica la norma

La responsabilità del custode non presuppone la prova di una sua colpa: il condominio si libera solo dimostrando il caso fortuito, in cui può rientrare anche la condotta della vittima quando ha carattere assorbente. Il fatto che decide è quanto quel dissesto fosse percepibile in quelle condizioni concrete di illuminazione, e il concorso di disattenzione rileva comunque nella misura del ristoro.

Come si sono accordate le parti

Le parti concordano il rimborso delle spese mediche documentate tramite la polizza condominiale e la riparazione immediata del gradino e dell'impianto luce, con verbale in assemblea.

Esempio illustrativo

Un ramo di un grosso albero condominiale cede e danneggia un'auto parcheggiata nel cortile. Il condominio replica che l'albero era sano e che quel giorno c'è stato un temporale forte.

Come si applica la norma

Il caso fortuito è l'unica via d'uscita prevista dal testo e la prova è esigente: serve un fattore esterno, imprevedibile e inevitabile, che abbia interrotto il legame tra la cosa e il danno. Il fatto che decide è la condizione fitosanitaria della pianta e la storia della sua manutenzione: un temporale intenso su un albero già ammalorato non si valuta come lo stesso temporale su una pianta controllata regolarmente.

Come si sono accordate le parti

Le parti concordano il risarcimento tramite la polizza del condominio, che si impegna inoltre a far eseguire una verifica agronomica su tutte le alberature e le potature indicate.

Questa è la legge. Risolviamo il tuo problema.

Racconta cosa sta succedendo. Un mediatore neutrale ascolta la tua versione e quella dell'altra parte, e vi accompagna a un accordo scritto. Nella configurazione avanzata puoi chiedere che la decisione sia motivata sul Codice Civile italiano.

È con

Oppure apri direttamente una sessione e invita l'altra parte.

Copiamo questo testo dalla fonte ufficiale e lo ricontrolliamo a ogni caricamento della pagina, ma non possiamo garantire che sia completo, aggiornato o privo di errori, e non ci assumiamo alcuna responsabilità per l'affidamento che vi si faccia. Una modifica può avere effetto prima che il testo coordinato la recepisca. Il testo del pubblicatore è collegato qui sotto: in caso di divergenza, fa fede quello ufficiale.

Questa pagina riporta il testo dell'art. 2051 del Codice Civile in vigore alla data indicata e ne spiega il contenuto in termini generali. Non è un parere legale e non tiene conto delle circostanze del tuo caso, che possono cambiare completamente la risposta. Per una controversia in corso, per i termini di decadenza e prima di qualsiasi iniziativa giudiziaria, rivolgiti a un avvocato.

← Tutti gli articoli del Codice Civile