Art. 2043 Codice Civile

Art. 2043 Codice Civile — Risarcimento per fatto illecito

Art. 2043 c.c.: chi con dolo o colpa cagiona ad altri un danno ingiusto deve risarcirlo. Testo ufficiale e spiegazione degli elementi.

Testo ufficiale Art. 2043 Codice Civile — Italia

Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno.

Testo in vigore al .

Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.

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Cosa dice, in parole semplici

È l'articolo più citato del codice civile e sta in una riga sola. In quella riga ci sono però quattro elementi, e chi chiede il risarcimento deve provarli tutti. Un fatto, cioè un comportamento umano. Il dolo o la colpa, cioè l'intenzione oppure la negligenza, imprudenza o imperizia. Un danno ingiusto. E il nesso causale, contenuto nel verbo "cagiona": il danno deve essere conseguenza di quel fatto.

La parola su cui si gioca quasi tutto è "ingiusto". Non significa sgradevole o scorretto: significa che il danno colpisce un interesse che l'ordinamento protegge. La delusione, la maleducazione, il dispiacere per un comportamento antipatico non sono di per sé danni ingiusti; la lesione della salute, dell'integrità di un bene, della reputazione o di un diritto di credito lo sono.

L'art. 2043 governa la responsabilità che nasce fuori da un contratto: due persone che non avevano rapporti si trovano legate dal fatto dannoso. È la differenza con l'art. 1218, che riguarda invece chi non esegue una prestazione dovuta per contratto, e la differenza pesa sul processo, perché qui la colpa va provata da chi chiede. Attenzione anche al termine: il diritto al risarcimento da fatto illecito si prescrive in cinque anni (art. 2947), con regole particolari per i sinistri stradali. Quanto sia risarcibile e come si quantifichi il danno è materia degli artt. 1223, 2056 e 2059, e la valutazione del caso concreto va fatta con un legale.

Quando si applica

  • Un vaso o un oggetto che cade da un balcone e danneggia l'auto parcheggiata sotto
  • Un cane lasciato libero che morde o fa cadere un passante
  • Un messaggio diffamatorio pubblicato in un gruppo di condominio o su un social
  • Il muro o l'impianto del vicino danneggiati durante lavori eseguiti senza precauzioni
  • Una bicicletta o una moto rigata o rovesciata nel cortile comune

Cosa questo articolo non dice

  • Non è la regola per cui chi ha subito un torto viene comunque risarcito. Serve un danno ingiusto, cioè la lesione di una posizione tutelata, e va dimostrato: il fastidio e la scortesia non bastano.
  • Non copre l'inadempimento di un contratto. Se la controparte non fa ciò a cui si era impegnata, la norma è l'art. 1218, con una diversa distribuzione dell'onere della prova.
  • Non si applica da sola ai casi che hanno una regola speciale con onere della prova diverso: danno da cose in custodia (art. 2051), da animali (art. 2052), da rovina di edificio (art. 2053), da circolazione di veicoli (art. 2054).
  • Non quantifica nulla. La misura del danno si determina con gli artt. 1223 e 2056, e il danno non patrimoniale è risarcibile solo nei casi previsti dalla legge (art. 2059).

Casi di esempio

Situazioni inventate, scritte per mostrare come funziona la norma. Non sono casi reali, non sono sentenze e non fanno precedente: non dicono come andrebbe a finire il tuo.

Esempio illustrativo

Un vaso lasciato sul davanzale cade durante un temporale e sfonda il lunotto dell'auto parcheggiata sotto. Il proprietario del vaso dice che il vento era eccezionale e che non poteva prevederlo.

Come si applica la norma

Chi chiede il risarcimento deve provare quattro elementi: il fatto, il dolo o la colpa, un danno ingiusto e il nesso causale. Il fatto che decide è la colpa, cioè se collocare e lasciare quel vaso in quella posizione fosse imprudente rispetto a condizioni prevedibili: la forza del vento conta solo se davvero eccezionale e non fronteggiabile con l'ordinaria diligenza.

Come si sono accordate le parti

Le parti concordano il pagamento della franchigia e della differenza non coperta dall'assicurazione, con l'impegno a rimuovere i vasi dai davanzali esposti.

Esempio illustrativo

In un gruppo di messaggi del condominio qualcuno scrive che un vicino ruberebbe dalle cassette della posta. L'accusa è falsa e viene letta da tutti gli abitanti del palazzo; il vicino chiede una riparazione.

Come si applica la norma

La parola su cui si gioca tutto è “ingiusto”: non basta che un comportamento sia sgradevole o scorretto, occorre la lesione di un interesse che l'ordinamento protegge, e la reputazione lo è. Il fatto che decide è la diffusione a terzi di un'affermazione lesiva e la sua non rispondenza al vero, mentre lo sfogo privato o l'opinione su un fatto realmente accaduto stanno su un piano diverso.

Come si sono accordate le parti

Le parti concordano una smentita scritta nello stesso gruppo e nella bacheca condominiale, con scuse esplicite, e una donazione simbolica a un'associazione scelta insieme, chiudendo la vicenda.

Esempio illustrativo

Un'impresa incaricata da un proprietario esegue lavori di scavo lungo il confine senza precauzioni e lesiona il muro di cinta del vicino, che non ha alcun rapporto con l'impresa né con il committente.

Come si applica la norma

Fuori da un contratto il danno si valuta con questa norma, e l'onere della colpa grava su chi chiede. Il fatto che decide è la condotta tenuta durante lo scavo rispetto alle cautele tecniche ordinarie: la relazione di un tecnico sullo stato del muro prima e dopo, e sulle modalità di scavo, è ciò che regge o smonta la richiesta.

Come si sono accordate le parti

Le parti concordano il ripristino del muro a cura e spese dell'impresa, con perizia di collaudo a carico del committente e verifica congiunta al termine dei lavori.

Questa è la legge. Risolviamo il tuo problema.

Racconta cosa sta succedendo. Un mediatore neutrale ascolta la tua versione e quella dell'altra parte, e vi accompagna a un accordo scritto. Nella configurazione avanzata puoi chiedere che la decisione sia motivata sul Codice Civile italiano.

È con

Oppure apri direttamente una sessione e invita l'altra parte.

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