Abbattimento edificio su muro comune - Art. 883
Art. 883 c.c.: abbattendo un edificio su muro comune, si può rinunciare alla comunione, ma si devono fare le riparazioni per evitare danni al vicino.
Il proprietario che vuole atterrare un edificio sostenuto da un muro comune può rinunziare alla comunione di questo, ma deve farvi le riparazioni e le opere che la demolizione rende necessarie per evitare ogni danno al vicino.
Testo in vigore al .
Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.
Cosa dice, in parole semplici
Se un edificio è appoggiato a un muro di proprietà comune (muro divisorio) e il proprietario lo demolisce, può decidere di rinunciare alla proprietà comune del muro. Tuttavia, deve eseguire tutte le riparazioni e i lavori necessari per evitare danni al vicino.
La norma si applica solo quando il muro è effettivamente comune (cioè in comproprietà) e l'edificio demolito si appoggiava a esso. La rinuncia alla comunione è una facoltà, non un obbligo: il proprietario può anche tenere la quota di comproprietà, ma in ogni caso deve riparare.
Quando si applica
- Il proprietario di una casa che ha un muro in comune con il vicino demolisce la sua casa e deve riparare il muro danneggiato.
- Un muro comune sostiene una tettoia; il proprietario demolisce la tettoia e rinuncia alla comunione del muro.
- Durante la demolizione di un edificio, il muro comune viene lesionato; il proprietario deve eseguire i lavori di ripristino.
- Il proprietario che demolisce un edificio appoggiato al muro comune deve assicurarsi che il muro non cada o non causi danni al vicino.
Cosa questo articolo non dice
- Non si applica quando il muro non è comune ma di proprietà esclusiva del vicino (art. 881).
- Non regola la costruzione di un nuovo edificio che si appoggia al muro comune (art. 884).
- Non disciplina la riparazione ordinaria del muro comune senza demolizione (art. 882).
- Non riguarda l'innalzamento del muro comune (art. 885).
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