Art. 1168 Codice Civile

Spoglio e reintegrazione possesso in un anno: Art. 1168

L'art. 1168 c.c. concede l'azione di reintegrazione a chi è spogliato del possesso o detenzione. Il termine è di un anno dallo spoglio o dalla scoperta.

Testo ufficiale Art. 1168 Codice Civile — Italia

Chi è stato violentemente od occultamente spogliato del possesso può, entro l'anno dal sofferto spoglio, chiedere contro l'autore di esso la reintegrazione del possesso medesimo. L'azione è concessa altresì a chi ha la detenzione della cosa, tranne il caso che l'abbia per ragioni di servizio o di ospitalità. Se lo spoglio è clandestino, il termine per chiedere la reintegrazione decorre dal giorno della scoperta dello spoglio. La reintegrazione deve ordinarsi dal giudice sulla semplice notorietà del fatto, senza dilazione.

Testo in vigore al .

Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.

Leggi questo articolo sulla fonte ufficiale →

Cosa dice, in parole semplici

L'azione di reintegrazione protegge una situazione di fatto, non un diritto. Il giudice non si chiede chi sia il proprietario o chi abbia ragione sul contratto: si chiede chi teneva la cosa e se gliela hanno tolta con violenza o di nascosto. Per questo l'articolo la concede anche a chi ha la semplice detenzione — l'inquilino, il comodatario, chi occupa un locale in base a un accordo — con due eccezioni espresse: chi detiene per ragioni di servizio e chi detiene per ospitalità.

Il termine è di un anno dallo spoglio subito. Se lo spoglio è clandestino, cioè fatto di nascosto, l'anno decorre dal giorno in cui lo si è scoperto: è la regola che salva chi torna dopo mesi e trova il locale svuotato. L'ultima frase è quella che rende l'azione utile in tempi brevi: la reintegrazione va ordinata "sulla semplice notorietà del fatto, senza dilazione", cioè sulla base dell'accertamento sommario dell'accaduto, senza aspettare che si discuta della proprietà.

L'effetto è la rimessione in pristino: le cose tornano come stavano prima. Non è una decisione definitiva su chi ha diritto a restare — quella si fa dopo, nelle sedi proprie. Se la spoliazione sia stata violenta o clandestina, e se ci fosse davvero un possesso o una detenzione qualificata, sono valutazioni di fatto: è il punto su cui conviene farsi assistere.

Quando si applica

  • Il proprietario cambia la serratura mentre l'inquilino occupa ancora l'immobile.
  • Un coerede svuota la casa del defunto e ne cambia le chiavi.
  • Un comproprietario occupa da solo il garage o il posto auto usato da entrambi.
  • Un ex convivente cambia la serratura mentre l'altro vive ancora nell'abitazione.
  • Il vicino recinta o sbarra un passaggio che veniva usato da anni.

Cosa questo articolo non dice

  • Non stabilisce chi ha ragione nel merito. Chi viene reintegrato può poi essere legittimamente sfrattato o allontanato: la reintegrazione ripristina lo stato di fatto, non attribuisce un diritto a restare.
  • Non serve a chi subisce solo molestie o disturbi senza perdere il possesso: quella è l'azione di manutenzione dell'art. 1170, con presupposti e termini diversi.
  • Non spetta a chi sta in casa altrui per ospitalità né a chi detiene per ragioni di servizio: sono i due casi esclusi espressamente dal testo.
  • Non è una denuncia penale. L'eventuale rilievo penale di certe condotte segue regole proprie ed è un binario separato da questa azione civile.

Casi di esempio

Situazioni inventate, scritte per mostrare come funziona la norma. Non sono casi reali, non sono sentenze e non fanno precedente: non dicono come andrebbe a finire il tuo.

Esempio illustrativo

Un inquilino in ritardo con alcuni canoni torna da un viaggio di lavoro e trova la serratura cambiata e le proprie cose in scatoloni nell'androne. Il proprietario spiega di essere stanco di aspettare e di aver solo ripreso ciò che è suo.

Come si applica la norma

L'azione di reintegrazione non guarda a chi ha ragione sul contratto: guarda a chi teneva la cosa e a come gliela hanno tolta. È concessa anche a chi ha la sola detenzione, quindi anche all'inquilino, con le sole eccezioni di chi detiene per ragioni di servizio o di ospitalità. Il fatto che apre o chiude la strada è la modalità: se il rientro è avvenuto con la forza o di nascosto, e il termine è di un anno, che per lo spoglio clandestino decorre dalla scoperta.

Come si sono accordate le parti

Le parti concordano la riconsegna immediata delle chiavi e il rientro dell'inquilino, con un piano di rientro dei canoni arretrati in sei rate e una data certa di rilascio dell'immobile alla fine del piano.

Esempio illustrativo

Alla morte di un genitore, uno dei figli svuota l'appartamento in un fine settimana e sostituisce la serratura. Gli altri due scoprono la cosa mesi dopo, quando si presentano per l'inventario e non riescono a entrare.

Come si applica la norma

Qui contano due elementi di fatto e nient'altro: che gli altri esercitassero un potere sulla cosa e che ne siano stati privati di nascosto. Poiché lo spoglio è stato clandestino, l'anno per chiedere la reintegrazione decorre dal giorno della scoperta, non dal giorno in cui la casa è stata svuotata: la data in cui si sono presentati davanti alla porta è il dato da fissare.

Come si sono accordate le parti

Le parti concordano la consegna di una copia delle chiavi a ciascuno, un inventario redatto insieme entro trenta giorni e il rientro dei beni asportati in un locale accessibile a tutti, sospendendo ogni altra pretesa fino all'inventario.

Lo stesso problema altrove

Gli altri ordinamenti di questa raccolta rispondono allo stesso problema quotidiano con norme proprie.

Il confronto e queste sintesi sono in inglese.

Questa è la legge. Risolviamo il tuo problema.

Racconta cosa sta succedendo. Un mediatore neutrale ascolta la tua versione e quella dell'altra parte, e vi accompagna a un accordo scritto. Nella configurazione avanzata puoi chiedere che la decisione sia motivata sul Codice Civile italiano.

È con

Oppure apri direttamente una sessione e invita l'altra parte.

Copiamo questo testo dalla fonte ufficiale e lo ricontrolliamo a ogni caricamento della pagina, ma non possiamo garantire che sia completo, aggiornato o privo di errori, e non ci assumiamo alcuna responsabilità per l'affidamento che vi si faccia. Una modifica può avere effetto prima che il testo coordinato la recepisca. Il testo del pubblicatore è collegato qui sotto: in caso di divergenza, fa fede quello ufficiale.

Questa pagina riporta il testo dell'art. 1168 del Codice Civile in vigore alla data indicata e ne spiega il contenuto in termini generali. Non è un parere legale e non tiene conto delle circostanze del tuo caso, che possono cambiare completamente la risposta. Per una controversia in corso, per i termini di decadenza e prima di qualsiasi iniziativa giudiziaria, rivolgiti a un avvocato.

← Tutti gli articoli del Codice Civile