Art. 1170 Codice Civile

Art. 1170 Codice Civile — Azione di manutenzione del possesso

Art. 1170 c.c.: chi è molestato nel possesso di un immobile può agire entro un anno. Requisiti, termini e differenza con la reintegrazione.

Testo ufficiale Art. 1170 Codice Civile — Italia

Chi è stato molestato nel possesso di un immobile, di un diritto reale sopra un immobile o di un'universalità di mobili può, entro l'anno dalla turbativa, chiedere la manutenzione del possesso medesimo. L'azione è data se il possesso dura da oltre un anno, continuo e non interrotto, e non è stato acquistato violentemente o clandestinamente. Qualora il possesso sia stato acquistato in modo violento o clandestino, l'azione può nondimeno esercitarsi, decorso un anno dal giorno in cui la violenza o la clandestinità è cessata. Anche colui che ha subito uno spoglio non violento o clandestino può chiedere di essere rimesso nel possesso, se ricorrono le condizioni indicate dal comma precedente.

Testo in vigore al .

Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.

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Cosa dice, in parole semplici

L'art. 1170 protegge chi non è stato cacciato, ma disturbato. La parola del codice è "molestato": qualcuno rende più difficile o più scomodo il godimento senza toglierlo. In quel caso chi possiede un immobile, un diritto reale su un immobile o un'universalità di mobili può chiedere la manutenzione del possesso, cioè che la turbativa cessi e la situazione torni com'era.

I requisiti sono tre e vanno tutti verificati. Il primo è temporale: l'azione va proposta entro un anno dalla turbativa. Il secondo riguarda la durata del possesso, che deve durare da oltre un anno, continuo e non interrotto. Il terzo riguarda il modo in cui il possesso è stato acquistato: non violentemente né clandestinamente; se lo è stato, l'azione si può comunque esercitare, ma solo trascorso un anno dal giorno in cui la violenza o la clandestinità è cessata.

L'ultimo comma è quello che nella pratica si dimentica più spesso: chi ha subito uno spoglio che non è stato né violento né clandestino non usa la reintegrazione dell'art. 1168, ma chiede con questa azione di essere rimesso nel possesso, alle stesse condizioni. Da qui la divisione dei ruoli tra i due articoli: il 1168 copre lo spoglio violento od occulto ed è concesso anche a chi ha la sola detenzione, il 1170 copre le molestie e gli spogli non violenti e presuppone un possesso qualificato. Se un determinato comportamento sia una molestia, e da quando decorra l'anno, sono valutazioni di fatto da discutere con un legale prima che il termine scada.

Quando si applica

  • Il vicino installa una pompa di calore contro il muro e le vibrazioni rendono inutilizzabile la stanza da letto
  • Qualcuno devia le acque piovane verso il vostro terreno, che da allora resta impregnato
  • Il passaggio che usate da anni viene ostruito a metà con paletti, fioriere o un'auto lasciata di traverso
  • Un condomino recinta una porzione del cortile comune che usavate abitualmente, senza cacciare nessuno
  • Il proprietario confinante comincia a depositare materiali su una striscia di terreno che coltivate da tempo

Cosa questo articolo non dice

  • Non decide chi è proprietario. Il giudizio possessorio guarda alla situazione di fatto e alla sua turbativa; il titolo di proprietà si discute in un giudizio diverso.
  • Non copre i beni mobili presi singolarmente. Il testo parla di immobili, di diritti reali su immobili e di universalità di mobili.
  • Non si applica se il possesso dura da meno di un anno, o se non è continuo e non interrotto. In quel caso il rimedio dell'art. 1170 non è disponibile, a differenza della reintegrazione dell'art. 1168.
  • Non è il rimedio per lo spoglio violento o clandestino: quello è l'art. 1168, che ha requisiti diversi e si estende anche al detentore.

Casi di esempio

Situazioni inventate, scritte per mostrare come funziona la norma. Non sono casi reali, non sono sentenze e non fanno precedente: non dicono come andrebbe a finire il tuo.

Esempio illustrativo

Chi abita una villetta a schiera usa da anni una stradina laterale per raggiungere il proprio garage. Il vicino comincia a lasciarci di traverso un rimorchio e a metterci fioriere: si passa ancora, ma solo a piedi e con difficoltà.

Come si applica la norma

Qui nessuno è stato cacciato: il godimento è stato reso più scomodo, e questo è ciò che il codice chiama molestia. Tre elementi devono ricorrere insieme: l'azione entro un anno dalla turbativa, un possesso che duri da oltre un anno continuo e non interrotto, e un possesso non acquistato con violenza o di nascosto. Il fatto su cui si concentra la discussione è la data in cui gli ostacoli sono comparsi, perché da lì decorre l'anno.

Come si sono accordate le parti

Le parti concordano di liberare la carreggiata e di riservare al rimorchio uno stallo tracciato a bordo strada, con l'impegno reciproco a non collocare oggetti fissi lungo il passaggio.

Esempio illustrativo

Il vicino installa contro il muro di confine una pompa di calore. Da allora la camera che dà su quel lato vibra al punto che non ci si dorme, ma la casa resta pienamente utilizzabile per il resto.

Come si applica la norma

Una molestia non deve togliere il bene: basta che renda più difficile goderne. Il fatto che qui decide è la continuità e la durata dell'interferenza rispetto al modo in cui quella stanza veniva usata prima, e la data in cui l'impianto è entrato in funzione, che segna l'inizio dell'anno. Se invece si guarda alla soglia di tollerabilità del rumore in sé, il terreno è quello delle immissioni ed è un'altra strada.

Come si sono accordate le parti

Le parti si accordano su uno spostamento dell'unità esterna sul lato opposto, con supporti antivibranti e fermo notturno programmato, spese divise a metà e verifica in contraddittorio dopo tre mesi.

Lo stesso problema altrove

Gli altri ordinamenti di questa raccolta rispondono allo stesso problema quotidiano con norme proprie.

Il confronto e queste sintesi sono in inglese.

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