Art. 337-sexies Codice Civile

Casa assegnata nell'interesse dei figli: Art. 337-sexies

L'assegnazione della casa familiare tutela l'interesse dei figli. Si perde con nuova convivenza o nuovo matrimonio. Cambio residenza entro trenta giorni.

Testo ufficiale Art. 337-sexies Codice Civile — Italia

Assegnazione della casa familiare e prescrizioni in tema di residenza Il godimento della casa familiare è attribuito tenendo prioritariamente conto dell'interesse dei figli. Dell'assegnazione il giudice tiene conto nella regolazione dei rapporti economici tra i genitori, considerato l'eventuale titolo di proprietà. Il diritto al godimento della casa familiare viene meno nel caso che l'assegnatario non abiti o cessi di abitare stabilmente nella casa familiare o conviva more uxorio o contragga nuovo matrimonio. Il provvedimento di assegnazione e quello di revoca sono trascrivibili e opponibili a terzi ai sensi dell'articolo 2643. In presenza di figli minori, ciascuno dei genitori è obbligato a comunicare all'altro, entro il termine perentorio di trenta giorni, l'avvenuto cambiamento di residenza o di domicilio. La mancata comunicazione obbliga al risarcimento del danno eventualmente verificatosi a carico del coniuge o dei figli per la difficoltà di reperire il soggetto.

Testo in vigore al .

Fonte: Normattiva — Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (normattiva.it), riprodotto con licenza CC BY 4.0.

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Cosa dice, in parole semplici

Il criterio è uno solo e la norma lo dice apertamente: il godimento della casa familiare è attribuito tenendo prioritariamente conto dell'interesse dei figli. Non è un premio per chi ha ragione nella separazione e non segue la proprietà: una casa intestata a un solo genitore può essere assegnata all'altro, se è lì che i figli vivono e continueranno a vivere. La proprietà però non sparisce dal quadro: il giudice tiene conto dell'assegnazione nel regolare i rapporti economici tra i genitori, considerato l'eventuale titolo di proprietà, e quindi l'assegnazione si riflette sugli assegni.

Il diritto al godimento viene meno in tre casi indicati dal testo: se l'assegnatario non abita o cessa di abitare stabilmente nella casa, se convive more uxorio, se contrae nuovo matrimonio. Non si tratta però di un effetto che si produce da solo: la cessazione va accertata e dichiarata nella sede propria, con una valutazione che tiene sempre presente l'interesse dei figli. Il provvedimento di assegnazione e quello di revoca sono trascrivibili e opponibili ai terzi ai sensi dell'art. 2643: è ciò che rende l'assegnazione resistente anche se l'immobile viene venduto.

L'ultima parte dell'articolo è indipendente dalla casa e viene spesso ignorata: in presenza di figli minori, ciascun genitore deve comunicare all'altro l'avvenuto cambiamento di residenza o di domicilio entro il termine perentorio di trenta giorni. Chi non lo fa risponde del danno che ne derivi al coniuge o ai figli per la difficoltà di reperirlo. Come queste regole si applichino alla singola situazione — chi resta, per quanto, con quali effetti sull'assegno — dipende da elementi di fatto che vanno portati a un avvocato.

Quando si applica

  • Ci si separa con figli minori e la casa dove vivono è intestata a uno solo dei due.
  • L'assegnatario va a convivere con un nuovo partner nella casa assegnata.
  • Il genitore proprietario vuole vendere l'immobile assegnato all'altro.
  • L'assegnatario si trasferisce altrove ma continua a tenere le chiavi della casa.
  • Un genitore cambia città con i figli senza comunicare all'altro il nuovo indirizzo.

Cosa questo articolo non dice

  • Non si applica quando non ci sono figli: senza figli non esiste un'assegnazione fondata sul bisogno, e la casa segue la proprietà o il contratto di locazione.
  • Non trasferisce la proprietà: l'assegnatario ottiene il godimento, non il titolo. Il proprietario resta tale, con le conseguenze che ne derivano sul piano fiscale e degli interventi straordinari.
  • La perdita del diritto non è automatica alla nuova convivenza o al nuovo matrimonio: occorre un provvedimento, e resta centrale l'interesse dei figli.
  • Non è l'articolo che quantifica il mantenimento: l'assegno per i figli è disciplinato dall'art. 337-ter, anche se l'assegnazione della casa incide sul suo calcolo.

Casi di esempio

Situazioni inventate, scritte per mostrare come funziona la norma. Non sono casi reali, non sono sentenze e non fanno precedente: non dicono come andrebbe a finire il tuo.

Esempio illustrativo

Una coppia con due figli in età scolare si separa. La casa dove i bambini sono cresciuti è intestata a uno solo dei due, che vorrebbe restarci; l'altro chiede di rimanere lì con i figli perché la scuola e gli amici sono nel quartiere.

Come si applica la norma

Il criterio è dichiarato nel testo ed è uno solo: il godimento della casa familiare è attribuito tenendo prioritariamente conto dell'interesse dei figli, non della proprietà e non dei torti della separazione. Il fatto che decide è dove i figli vivono la loro quotidianità e quale sistemazione la conserva. La proprietà non sparisce però dal quadro, perché l'assegnazione si riflette sui rapporti economici tra i genitori.

Come si sono accordate le parti

I genitori concordano che i figli restino nella casa con il genitore prevalentemente collocatario per gli anni della scuola dell'obbligo, con una riduzione concordata dell'assegno a compensazione del godimento e revisione alla scadenza.

Esempio illustrativo

Alcuni anni dopo la separazione, il genitore assegnatario va a convivere con un nuovo partner nella casa assegnata. L'altro comunica che l'assegnazione è decaduta e che intende rientrare o vendere.

Come si applica la norma

Il testo indica tre cause di venir meno del diritto: non abitare o cessare di abitare stabilmente la casa, convivere more uxorio, contrarre nuovo matrimonio. Ma l'effetto non si produce da sé: la cessazione va accertata nella sede propria e la valutazione tiene sempre presente l'interesse dei figli. Il fatto che pesa è quindi come la nuova situazione incide sulla vita dei figli, non l'evento in sé.

Come si sono accordate le parti

Le parti concordano di mantenere l'assegnazione fino al termine dell'anno scolastico in corso e di rivedere insieme la contribuzione economica per tenere conto della nuova convivenza.

Lo stesso problema altrove

Gli altri ordinamenti di questa raccolta rispondono allo stesso problema quotidiano con norme proprie.

Il confronto e queste sintesi sono in inglese.

Who stays in the family home: separation and the house in six legal systems

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